MARCO PANTANI OMICIDIO O SUICIDIO?/ Il Pirata come rimpianto italiano

- Rossella Pastore

Marco Pantani: dalla gloria al declino. Vince il Giro d’Italia, il Tour de France e il bronzo ai Mondiali nel 1995 poi il dramma del doping  e il mistero sulla sua morte.

Marco Pantani
Il ciclista Marco Pantani

Il Pirata Marco Pantani è un vero rimpianto italiano, questo perché non si può dimenticare come è morto. Una storia che ha fatto il giro del mondo e che ha creato grandissima polemica. Ancora oggi infatti, a 15 anni di distanza dal suo decesso, non si sa se Marco fu ucciso o fu vittima di un suicidio. Quelli della Luna non ha però la presunzione e la volontà di andare a raccontare cosa è accaduto al ciclista, quanto di esaltare la sua carriera e la vita che lo ha visto sempre costantemente al centro del cuore di chi lo seguiva. Questo perché Pantani ancor prima di un campione è stato un grandissimo uomo che si è fatto riconoscere per la sua sensibilità e che ha pagato probabilmente la sua troppa ingenuità e bontà d’animo diventando di fatto un rimpianto per ognuno di noi. (agg. di Matteo Fantozzi)

Marco Pantani: il mistero sulla sua morte, i dubbi della madre…

Marco Pantani è stato uno dei campioni stellari del ciclismo italiano. “Lunari”, anzi: questa sera, Giampiero Mughini proverà a fornirne un ritratto nella seconda puntata di Quelli della Luna. Pantani è morto in una data ormai storica, per gli amanti dello sport, il 14 febbraio 2004. Il suo corpo esanime fu rinvenuto in una camera del noto albergo “Le Rose” di Rimini. Le lesioni al volto e alla testa fecero sospettare che si trattasse di omicidio, così come la chiazza di sangue in prossimità del cadavere. La madre di Marco non si è mai arresa all’ipotesi di intossicazione (causata forse da un mix letale di cocaina e antidepressivi), continuando a sostenere che il figlio sia stato vittima di un complotto. Ad avvalorare la tesi, le numerose incongruenze riscontrate sulla scena del “crimine”. Gli indizi più rilevanti sono la palla di cocaina fotografata nella stanza, che – a detta dei soccorritori – non era presente alla prima irruzione. Anche il lavandino si sarebbe misteriosamente “spostato” dal centro dalla camera al bagno. Le ferite sono state classificate come autoindotte in un momento di delirio, ma i familiari non sono mai stati di questo avviso.

Marco Pantani tra vittorie e (grandi) sconfitte

46 le vittorie di tappa di Marco Pantani, tra il 1992 e il 2003. Le conquiste più importanti, il Giro d’Italia, il Tour de France e il bronzo ai Mondiali nel 1995. Nel 1999 il primo duro colpo: in quell’anno fu escluso dal Giro per un valore di ematocrito superiore alla norma. L’esito dell’antidoping venne diffuso il 5 giugno a Madonna di Campiglio. Seguì la sospensione di oltre due settimane, e Pantani non poté più gareggiare. Il limite previsto del regolamento era del 50%; Pantani sforò del 2%. Marco non prese bene la notizia: da quel momento, raccontano, la sua carriera fu in discesa, ma solo verso il baratro della disperazione.

Marco Pantani: vita privata

Marco Pantani non ha mai amato mettere in piazza la sua vita privata. Di lui si sa che è stato fidanzato per 7 anni con Christine Jonsson, che gli è sempre stata accanto nelle vittorie come nelle sconfitte. Christine aveva origini danesi. Era arrivata in Italia per coltivare la sua passione per l’arte, e aveva conosciuto il ciclista nel ’95. Lei aveva 19 anni, lui 26 ed era già un campionissimo. La loro relazione si è interrotta un anno prima della sua scomparsa. Quanto alla famiglia d’origine, Tonina Belletti e Paolo Pantani sono sempre stati uniti nella ricerca della verità. Sua madre, in particolare, non ha mai creduto fino in fondo a quanto riferivano gli inquirenti. Nel 2014, i coniugi sono stati vittima di un furto. I malviventi si sono introdotti in casa e hanno sottratto un trofeo d’oro del ciclista. Un’altra notizia infelice, per i Pantani, proprio nell’anno in cui ricorrevano i 10 anni dalla morte.

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