Marco Vannini/ Ciontoli, telefonata 118: audio choc “portami a casa” (Chi l’ha visto)

- Emanuela Longo

Omicidio Marco Vannini, il caso a Chi l’ha visto: spunta un audio choc ripulito della telefonata al 118 in cui il ragazzo supplica Ciontoli “portami a casa”

Marco Vannini
Marco Vannini, i genitori a Chi l'ha visto

Il caso di Marco Vannini al centro dell’ultima puntata stagionale di Chi l’ha visto, in onda questa sera su Raitre. Secondo quanto anticipato dal sito del programma, questa sera saranno diffusi nuovi documenti sulla drammatica morte del bagnino ventenne di Cerveteri, ucciso con un colpo di pistola esploso la notte tra il 17 ed il 18 maggio di cinque anni fa in casa Ciontoli, la famiglia dell’allora fidanzata Martina. Ad esplodere il colpo mortale, come da lui stesso ammesso, sarebbe stato Antonio Ciontoli, capofamiglia, il quale è stato condannato in primo grado a 14 anni per omicidio volontario, poi ridotti a 5 anni in Appello per omicidio colposo. Il prossimo 7 febbraio è attesa la Cassazione che deciderà definitivamente sul destino dell’uomo. Proprio Ciontoli si rese protagonista di una emblematica telefonata al 118, la sera dell’omicidio, per chiedere l’arrivo dei soccorsi ma senza segnalare l’urgenza. Fece infatti passare il colpo di arma da fuoco che trapassò il corpo di Marco per una “buchino” causato da un “pettine a punta”. Anche per questo i soccorsi – già allertati con estremo ritardo – giunsero con un codice verde ed una volta sul posto non furono messi al corrente delle reali condizioni del ragazzo. Impossibile però non ricordare le urla del ventenne proprio in quelle telefonate al 118, in cui si lamentava per il dolore atroce.

OMICIDIO MARCO VANNINI, LE TELEFONATE AL 118

Tra i nuovi documenti legati alla morte di Marco Vannini e che saranno resi noti oggi a Chi l’ha visto, anche un audio choc legato sempre alle famose telefonate al 118 e accuratamente ripulito. Ciò che trapela è la voce sofferente di Marco mentre supplica i Ciontoli di riportarlo dai suoi genitori: “Ti prego, portami a casa!”. Questo andrebbe a smentire le parole di Antonio a Franca Leosini nell’intervista per Storie Maledette. In quell’occasione ipotizzò che il fidanzato della figlia non si fosse neppure reso conto di essere stato raggiunto dal colpo di pistola esploso mentre nel bagno della villetta di Via Alcide De Gasperi a Ladispoli. Sempre in quelle famose telefonate al 118 – durante le quali non fu mai detto chiaramente che era stato esploso un colpo di pistola – si sente ancora la voce di Marco come se chiedesse scusa a qualcuno mentre era in preda alle convulsioni. Avrebbe detto “Scusa Marti” o “scusa Massi?”. Per i vicini di casa il Vannini si sarebbe rivolto alla fidanzata mentre Antonio Ciontoli è certo che il riferimento fosse a Massimiliano, suo datore di lavoro. Ma perchè Marco, in fin di vita, avrebbe dovuto chiedere il suo perdono all’uomo? Anche per Daniela Matera, infermiera del Pronto Soccorso, Marco disse “Scusa Massi”. Eppure nell’intervista alla Leosini il Ciontoli si sarebbe contraddetto in quanto avrebbe fornito entrambe le versioni. La mamma di Marco, Marina Conte, come riporta il sito de Le Iene, sostiene invece: “Come ha detto il dottor Matera c’era in pronto soccorso un infermiere di nome Massimiliano, forse Marco si rivolgeva a lui. Con Martina si scusava perché chiaramente in quella casa c’era stato un litigio in cui Marco ha detto che non avrebbe fatto il concorso per la Finanza, conoscendo Martina non gliela avrebbe fatta passare”.



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