MARIA PAOLA GAGLIONE/ Fratello Michele dal carcere “come una figlia”, Ciro in procura

- Emanuela Longo

Morte Maria Paola Gaglione: il compagno Ciro ascoltato in procura per diverse ore, il fratello Michele scrive dal carcere una lettera

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Maria Paola Gaglione, TgCom24

Ciro Migliore ieri è stato ascoltato per oltre 11 ore in procura, ma a una settimana dalla morte della compagna Maria Paola Gaglione la verità è ancora molto lontana. Il ragazzo ha raccontato la sua verità, essendo l’unico testimone di quello che per il fratello della 18enne sarebbe stato solo un incidente. Ciro non avrebbe trascurato poi le minacce ricevute anche in passato. Tuttavia non è ancora noto il contenuto delle sue dichiarazioni in procura e secondo quanto emerso dalla trasmissione Pomeriggio 5, il suo avvocato starebbe parlando proprio in questi minuti con il suo assistito. Intanto il fratello di Maria Paola, Michele, dal carcere ha raccontato il suo dolore per la perdita di “un pezzo del mio cuore”, la sorella appunto, che lui considerava “come una figlia per me”. Non mancano i dubbi sulla dinamica dell’incidente: l’inseguimento sarebbe durato 16 minuti, gli inquirenti hanno rinvenuto un calcio dato al lato sinistro al motorino di Ciro. A parlare ai microfoni di Pomeriggio 5 anche un vicino di casa di Maria Paola: “Michele è un bravo ragazzo, lavorava, era una bella e brava famiglia, mai fatto niente di male… Ciro? Un ragazzo un po’ sbandatina, sbandatino… ha fatto il suo percorso un po’ malandato. La famiglia lo ha accettato ma ci sono stati dei disguidi tra di loro”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL CASO DI CAIVANO AL CENTRO

La morte drammatica di Maria Paola Gaglione, al centro della nuova puntata di stasera di Quarto Grado. Maria Paola, la 18enne del Parco Verde di Caivano è morta la notte tra l’11 ed il 12 settembre scorso, dopo una rovinosa caduta in scooter mentre veniva seguita – stando a quanto trapelato dalle indagini – dal fratello Michele, arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Stando alla ricostruzione degli investigatori accolta anche dal gip di Nola, Michele non accettava la relazione della sorella con Ciro Migliore, ragazzo trans. La famiglia Gaglione, tuttavia, come spiega Il Mattino nell’edizione online, ha respinto con forza l’ipotesi della discriminazione legata a motivi sessuali sostenendo piuttosto che la loro preoccupazione era dovuta al fatto che per loro Ciro era “una persona poco affidabile”. Nella giornata di ieri, Ciro Migliore è stato ascoltato in Procura a Nola, assistito dall’avvocato Giovanni Paolo Picardi il quale ha commentato, come riferisce Fanpage.it: “Vive un momento di enorme dolore, ma ha una cosa che lo fa andare avanti con grande serenità ed è la forza della verità, di ciò che è successo di ciò che ha vissuto”. Non essendo Cito una persona abituata a questa grande tensione mediatica, stando alle parole del suo difensore starebbe vivendo ovviamente momenti di grande agitazione.

MORTE MARIA PAOLA GAGLIONE: CIRO MIGLIORE SENTITO IN PROCURA

Nel corso del suo incontro in procura con gli inquirenti, Ciro Migliore, compagno di Maria Paola Gaglione avrebbe parlato anche delle numerose minacce ricevute nel tempo. Rispetto a questo delicato argomento, il suo legale ha proseguito: “È una questione che ha manifestato direttamente il mio assistito alla stampa. Credo quindi credo sia ormai di dominio comune che ci siano state della minacce a Ciro rispetto alla relazione che intratteneva con Maria Paola”. Stando al racconto reso da Ciro, la sera in cui la sua compagna è caduta, perdendo la vita, il fratello Michele avrebbe speronato il motorino. Nella sua ricostruzione dell’inseguimento, ha inoltre raccontato che Michele avrebbe ripetutamente colpito a calci lo scooter a bordo del quale lui e Maria Paola viaggiavano con l’intento di fermarli, minacciandolo nuovamente di morte. Il fratello della ragazza si trova attualmente in custodia cautelare in carcere a Poggioreale. Le indagini degli inquirenti, intanto, proseguono allo scopo di fare totale luce su quanto accaduto la sera della morte della 18enne e i reali motivi dietro all’astio della famiglia della vittima nei confronti di Ciro.

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