Mario Monti: “serve meno democrazia per comunicare Covid”/ “No libertà informazione”

- Niccolò Magnani

Mario Monti, il video dell’intervento choc a “In Onda” sulla comunicazione del Covid: “servirebbero metodi meno democratici per la somministrazione dell’informazione”

Monti a In Onda
Mario Monti a "In Onda" (video La7)

«Bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione, in una situazione di guerra si devono accettare delle limitazioni alle libertà»: così il senatore a vita Mario Monti ha spiegato ieri sera a “In Onda” su La7 la sua personale e controversa “visione” in tema di informazione ai tempi del Covid.

Una posizione netta, senza “dietrologie” o mezze parole che però ha generato – ci aggiungeremmo giustamente – polemiche a non finire nelle ultime 12 ore. Quanto infatti spiegato dall’ex Premier ai conduttori David Parenzo e Concita De Gregorio è assimilabile a quanto già sentito nei 2 anni di pandemia Covid da diversi scienziati (o presunti tali): siccome la scienza ha ragione su tutto, allora deve prendere posizione dominante anche in termini di informazione pubblica e comunicazione. Ora, intendiamoci, non siamo certo qui a dover difendere le tesi più strampalate sentite sui vaccini e il Covid-19 dai peggiori complottisti della rete (e a volte anche in tv e sui giornali): danni ne hanno creati e non pochi, occorre dunque privilegiare un’informazione sempre più competente e ufficiale con l’ausilio della scienza per comprendere meglio e fugare il più possibile ogni dubbio. Da qui però a dire che occorre «meno democrazia» e una informazione «da somministrare», il passo verso la censura sembra davvero dietro l’angolo.

COSA HA DETTO MONTI (E PERCHÈ HA FATTO INFURIARE MOLTI)

«Di colpo abbiamo visto che il modo in cui è organizzato il mondo è disunito – ha premesso Mario Monti interpellato sabato sera sul caos Covid dopo l’emergere della nuova variante Omicron -. Abbiamo iniziato a usare il termine guerra ma non abbiamo usato una politica di comunicazione adatta alla guerra». Ebbene, per il senatore a vita bisognerà trovare un sistema al più presto «che concili la libertà di espressione ma che dosi dall’alto l’informazione». Parole durissime che tra l’altro, se applicate, contravverrebbero ogni diritto di libertà di stampa e informazione, seppur comprendendone la ratio “benevola” nel non vedere più fake news e bufale esplodere sull’emergenza Covid: «Parlando continuamente di Covid si fanno solo disastri. Comunicazione di guerra significa che ci deve essere un dosaggio dell’informazione – ha rimarcato Monti -. Bisogna trovare delle modalità meno democratiche». Infine, ribadendo il concetto, l’ex Premier lancia un monito a tutti i cittadini: «Abbiamo accettato limitazioni molto forti alla nostra libertà di movimento. Il governo istruito dalle autorità sanitarie dovrebbe tenere le redini di questo modello di comunicazione». Le reazioni soprattutto dal Centrodestra sono state di critica e polemica contro le parole di Monti, su tutte Giorgia Meloni ha voluto cogliere una minaccia di “regime” dalle parole dette a “In Onda” dal senatore: «Avvertite Monti che siamo uno Stato democratico e non un regime. Limitare informazione e pluralismo acuirebbe tensioni sociali, privando ulteriormente gli italiani della loro libertà. Cosa sarebbe successo se una simile dichiarazione fosse stata fatta da un esponente di destra».



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