Marò, corte Aja: “Processo in Italia”/ Mattarella: “Soddisfazione per decisione”

- Niccolò Magnani

Caso Marò, il Tribunale internazionale assegna il processo all’Italia “avevano immunità ed erano in esercizio per lo Stato”. All’India solo un risarcimento

marò latorre
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (LaPresse)

Soddisfazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la decisione del Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Come riporta il Quirinale, il capo dello Stato ha espresso ringraziamento alla Farnesina per l’impegno profuso nella gestione della vicenda. Grande gioia anche sul versante politico, ecco l’esultanza di Giorgia Meloni: «Il Tribunale arbitrale internazionale ha deciso che la giurisdizione sul caso dei nostri Marò Latorre e Girone spetterà alla nostra Nazione. Fratelli d’Italia è stato il primo partito a chiedere venisse riconosciuta la giurisdizione italiana. Oggi come ieri siamo al loro fianco!». Infine, il tweet del ministro Lorenzo Guerini: «L’Aja conferma che dovrà essere un tribunale italiano a esprimersi sul caso marò. Il mio pensiero va a Massimiliano e Salvatore per i difficili momenti che hanno vissuto. Nessuno dei nostri militari impiegati all’estero può essere lasciato da solo». (Aggiornamento di MB)

MARÒ, TULLIO DEL SETTE: “VITTORIA DELL’ITALIA”

La corte dell’Aja ha riconosciuto l’immunità ai marò Girone e Latorre, che verranno processati in Italia. Come vi abbiamo raccontato, inoltre, Roma dovrà risarcire l’India per quanto accaduto. Grande soddisfazioni per il risultato ottenuto, così su Facebook Giulia Latorre, figlia del marò Massimiliano: «Non festeggeremo perché è ancora presto, ma facciamo un sospiro di sollievo. Un giorno qualcuno chiederà scusa a questi uomini che hanno portato avanti una storia da ben 8 anni con dignità e onore, non pronunciando mai una parola fuori posto».

Il generale Tullio Del Sette, ex capo di gabinetto del ministro della Difesa Roberta Pinotti, ha commentato così ai microfoni di Adnkronos: «Questa sentenza era attesa, speravamo che fosse questo il risultato perché era l’obiettivo che abbiamo ricercato in maniera determinata con la nuova strategia a partire dal 2014. E’ stata lunga, ma ce l’abbiamo fatta. E’ una vittoria del nostro Paese, è stata affermata la giurisdizione italiana sul caso». (Aggiornamento di MB)

MARÒ, CORTE AJA: “PROCESSO IN ITALIA”

Il Tribunale Internazionale assegna il processo sul “caso Marò” all’Italia dando così ragione al nostro Paese e mettendo fine ad un arbitrato durato anni: i due fucilieri italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani dopo averli scambiati per pirati ormai il 15 febbraio 2012 a bordo della Enrica Lexie nell’oceano Indiano, ma ora potranno essere giudicati da un tribunale italiano dopo aver vinto il “braccio di ferro” con lo stato indiano. La sentenza del Tribunale costituito a L’Aja presso la Corte Permanente di Arbitrato ha sancito che i due marò godono dell’immunità e all’India viene pertanto precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti: l’immunità è dovuta in quanto impiegati a bordo della Enirca Lexie per proteggerla da attacchi dei pirati, erano in servizio come funzionari dello Stato italiano e quindi impegnati nell’esercizio di funzioni statali. Scambiarono i due pescatori come pirati raccontando del mancato stop del mercantile al netto dei continui richiami della nave italiana.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE INTERNAZIONALE

Il Tribunale arbitrale aaccoglie la linea italiana dopo anni di arbitrato, ben 8 dopo il fattaccio nell’Oceano Indiano: a questo punto l’Italia dovrà esercitare la propria giurisdizione e riavviare il procedimento penale, al tempo aperto dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma. Nel frattempo i due marò si trovano ormai da tempo in Italia: Latorre dal 2014 per via di un ictus, mentre Girone ha atteso fino al maggio 2016 quando venne scarcerato dalle galere indiane per “ragioni umanitarie”. L’unica “sconfitta” per l’Italia arriva sul fronte pecuniario: l’arbitrato ha infatti stabilito che l’Italia «ha violato la libertà di navigazione sancita dagli articoli 87 e 90 della Convenzione delle Onu sul Diritto del Mare, e dovrà compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano “Saint Anthony”», riporta l’Agi della sentenza dall’Aja.

«L’Italia è pronta ad adempiere a quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione», spiega la Farnesina in una nota in cui dà consenso a contatti diretti con le parti indiani per dirimere il risarcimento. «La tesi dell’Italia, dopo anni di lunghe battaglie, ha dunque prevalso», è il commento entusiasta del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo la sentenza del tribunale internazionale, «Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie».

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