Massimo Ranieri: i genitori Giuseppina Amabile e Umberto Calone/ Il rapporto speciale con il padre

- Emanuele Ambrosio

Giuseppina Amabile e Umberto Calone sono stati i genitori di Massimo Ranieri, l’istrione della musica italiana che li ricorda sempre con grande amore

Massimo Ranieri
Massimo Ranieri

Giuseppina Amabile e Umberto Calone sono stati i genitori di Massimo Ranieri, che l’istrione della musica italiana che li ricorda sempre con grande amore. Un rapporto davvero speciale quello che Massimo Ranieri ha avuto con i genitori. “Mia madre mi ha fatto crescere” ha detto l’artista napoletano dopo la morte della mamma, mentre sul padre ha confessato “mio padre, invece, mi ha permesso di diventare l’uomo che sono”. Entrambi i genitori hanno avuto un ruolo importantissimo nella vita di Massimo Ranieri che ha sempre ricordato come siano stati i suoi due primissimi ammiratori. “Mio papà è stato il mio primo ammiratore. Papà Umberto ha sempre creduto in me tant’è che a volte mi dava 100 lire di nascosto per farmi prendere il pullman e andare a studiare canto” – ha confidato Massimo Ranieri a Mara Venier.

Non solo, Ranieri ha anche ricordato un momento davvero speciale legato alla mamma che ha considera ancora oggi “la donna della sua vita”. “Il momento più emozionante della mamma, con la “m” maiuscola, è stato quando lei mentre parlava ha aperto la borsa, ha preso il fazzoletto e mi ha asciugato il sudore” – ha detto il cantante precisando – “mia mamma, come tutte le mamme, sono grandi donne, grazie perché siete la terra, procreate! Nascono fiori, sempre e comunque. Lei era particolare, era molto molto forte, carabiniera”.

Massimo Ranieri e il rapporto col padre Umberto Calone

Massimo Ranieri e il padre Umberto Calone. Il cantante di “Perdere l’amore” ricordando il rapporto con il papà ha sottolineato la sua generosità e bontà d’animo: “dicono che spesso le persone peggiori sono vittime di un’infanzia disgraziata e senza amore. Se questa è la regola, allora mio padre è l’eccezione”. Una vita non facile per il padre che è rimasto orfano molto presto vivendo un’infanzia difficile.

Il papà di Massimo Ranieri, infatti, all’età di 12 anni viene abbandonato in orfanotrofio dove ha avuto la fortuna di avvicinarsi alla musica. “Non ha potuto fare il musicista ma ha raggiunto un traguardo importante: diventare operario, cosa eccezionale per un ragazzo che usciva dal serraglio” ha detto il figlio ricordando con grande orgoglio il padre.







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