Massimo Venturiello, compagno Tosca/ L’amore nato a teatro, poi insieme a Sanremo

- Emanuele Ambrosio

Massimo Venturiello non è solo il compagno di Tosca, la cantante romana, ma è anche attore, regista e doppiatore. Tra le sue esperienze Distretto di Polizia 6

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Massimo Venturiello (foto: YouTube)

Massimo Venturiello non è solo il compagno di Tosca, la cantante romana,  ma è anche attore, regista e doppiatore di successo. Una vita dedica al teatro e al cinema per l’attore che, dopo aver conseguito il diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, debutta a teatro con Tito Andronico di Shakespeare diretto da Gabriele Lavia. L’attore raggiunge la grandissima popolarità televisiva interpretando il ruolo prima di Cesare Carrano nella serie campione d’ascolti “Distretto di Polizia 6” e poi del commissario Angelo Mangano in “Il capo dei capi”. Non solo, tra le sue partecipazioni ricordiamo anche la serie “Intelligence” e “Il sistema”.
Non solo serie tv, visto che Venturiello si è fatto apprezzare anche sul grande schermo recitando con Fratelli Taviani, Ettore Scola, Gabriele Salvatores, Giuseppe Bertolucci e tanti altri. Oltre al cinema e alla tv, Venturiello si è fatto apprezzare anche in teatro e come doppiatore prestando la voce ad attori di fama mondiale come Gary Oldman, Jeremy Irons, Richard Gere, Bruce Willis e Liam Neeson. Proprio durante la sua longeva carriera teatrale ha conosciuto la cantante Tosca con cui è felicemente sposato.

Massimo Venturiello con Tosca a Sanremo: “una coincidenza”

La passione per il cinema e la recitazione a Massimo Venturiello è nata molto presto, anche se l’attore intervistato da siciliaonpress.com ha raccontato: “non è facile capire qual è il momento in cui si determinano le nostre scelte di vita, credo che la passione per il mio mestiere sia nata in me da piccolissimo quando le luci delle feste patronali cilentane, le musiche bandistiche, gli incensi dei riti religiosi, hanno invaso i miei sensi”. Un bellissimo ricordo di infanzia quello condiviso dall’attore e doppiatore che parlando proprio di teatro ha precisato: “amo teatro popolare, un teatro evento che porti in se il concetto di festa, di rito, un teatro che, qualunque direzione prenda, sia sempre guidato dall’emozione, anzi direi dalla ‘commozione’”. In televisione però si è fatto conoscere dal grande pubblico prestando il volto a personaggi cattivi, una casualità visto che l’attore non nasconde di non avere un debole per la tv: “la televisione è sempre stata per me un piacere doloroso. Non amo il quotidiano del set, i suoi orari, lo stress del cosiddetto ‘trucco e parrucco’, non amo aspettare per ore il momento in cui dovrò ‘girare’. Soprattutto non avendo grande interesse per la notorietà, non godo neanche tanto di fronte al ‘riconoscimento stradale’ o alla richiesta di un autografo”.
Per Venturiello il teatro è tutto: “è una necessità insita nell’essere umano, che soddisfiamo tutti quando ci troviamo all’apice delle nostre capacità di ricezione e cioè da bambini, con i nostri giochi reali e immaginari, che però poi crescendo finiamo per cancellare. Ma questa necessità, sebbene sopita, resta in noi. Per questo ci sarà sempre bisogno di Teatro! Perché forse solo attraverso il ‘gioco’ riusciamo a fare qualcosa di serio in questa nostra vita”. Infine parlando dell’amore per Tosca ha raccontato quando ha scritto per lei il brano “Il terzo fuochista” duettando con lei a Sanremo: “esprime proprio l’originario colpo di fulmine artistico di cui parlavo. Se Pippo Baudo non se ne fosse innamorato e lui stesso non avesse voluto scegliermi per il duetto con Tosca, non avrei mai fatto quest’esperienza effettivamente lontanissima da me”.



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