Matteo Garrone/ “Pinocchio? Volevo fosse popolare, come la fiaba” (Danza con me)

- Morgan K. Barraco

Matteo Garrone, regista di “Pinocchio”, ospite negli studi di “Danza con me 2020”. Sul film dichiara: “Avevo sei anni quando ho iniziato a disegnare Pinocchio”

Matteo Garrone
Matteo Garrone (Rai, 2019)

Matteo Garrone ha attirato l’interesse della stampa e del pubblico italiano grazie al suo Pinocchio. Il film è uscito lo scorso 19 dicembre nelle sale cinematografiche ed è più che fedele al classico originali creato da Carlo Collodi ormai 137 anni fa. Una favola che ruota attorno al burattino di legno che sogna di diventare bambino e che fra il Gatto e la Volpe, Mangiafuoco e Lucignolo, cerca di sopravvivere al mondo esterno e persino a se stesso. “Avevo sei anni quando ho iniziato a disegnare Pinocchio”, racconta Garrone a La Repubblica, “come regista era difficile resistere alla tentazione: ho avuto dei compagni di viaggio straordinari, attori e collaboratori che hanno dato tutto. Questo film mi appartiene in ogni fotogramma, ma volevo che fosse un film popolare per tutti, come lo era il capolavoro di Collodi, per tutte le classi e per tutte le età”. La decisione di Garrone, quella sfida con il grande pubblico, riguarda una riscoperta e insieme una scommessa. Anche per quanto riguarda gli animali, che nell’universo di Collodi rappresentano un’allegoria della società e che hanno spinto il regista a “trovare un modo per renderli antropomorfi”. Per riuscire a creare quella magia anche dal punto di vista visivo, Garrone ha scelto inoltre di partire dal primo illustratore che ha avuto l’onore di lavorare con l’autore originale, Enrico Mazzanti. “I suoi disegni sono stati il mio punto di partenza, poi son sicuramente stato influenzato dalla semplicità anche cromatica dei macchiaioli e dallo sceneggiato tv di Luigi Comencini del 1972. Soprattutto per certe atmosfere e il senso di povertà”, ha sottolineato al sito Amica.

MATTEO GARRONE: “PINOCCHIO, DUE ORE DI MAGIA DOVE IL REALE SI MESCOLA ALLA FANTASIA”

Matteo Garrone ha fatto un grande salto rispetto alle atmosfere cupe del suo Gomorra, scegliendo per il suo Pinocchio di puntare tutto su magia, effetti speciali, emozioni e divertimento. “Un testo che parla di noi, non ha epoca, non ha tempo, parla di vizi e virtù degli italiani. Ha un tempo universale”, specifica a Sky Tg24 parlando del libro di Carlo Collodi. Ed è lo stesso mondo magico e fiabesco che gli permetterà di essere uno dei super ospiti di Roberto Bolle – Danza con me 2020, in onda nella prima serata di Rai 1 di oggi, 1 gennaio. Al suo fianco Roberto Benigni, che nel film appena uscito nelle sale italiane indossa i panni di Geppetto, a distanza di 17 anni dall’interpretazione del burattino di legno. “Non ci sono nè scuole nè maestri: è il Paese dei Balocchi”, scrive intanto su Instagram ricordando a tutti i followers che il suo nuovo lavoro si trova ancora nelle grandi sale in tutto lo Stivale. “Che emozione sapere che il film è stato visto da tanti spettatori, grandi e piccoli. Vogliamo ringraziare tutto il pubblico che ha scelto Pinocchio e che si è lasciato trasportare per un paio di ore in un mondo magico, dove il reale si mescola al fantastico”, scrive in un post precedente, dopo aver saputo che il suo capolavoro ha raggiunto il primo posto al Box Office di Natale. Clicca qui per leggere il post di Matteo Garrone. Per qualcuno si tratta di un azzardo, di un’opera creata con audacia e una certa dose di sprezzo del rischio. Per altri invece si tratta di una rivoluzione destinata a far parlare critica e pubblico ancora per diversi anni.



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