Megan Rohrer primo vescovo trans della Chiesa luterana/ Pronome neutro e diritti Lgbt

- Niccolò Magnani

Megan Rohrer, chi è la prima vescovo trans della Chiesa luterana Usa: usa il pronome neutro per riferirsi, paladina dei diritti Lgbt, sposata e con due figli

Megan Rohrer
Megan Rohrer, la prima vescovo trans nella Chiesa luterana Usa (LaPresse, 2021)

Si chiama Megan Rohrer, è stata nominata nuovo vescovo della Chiesa evangelica luterana in America (l’Elca), è sposata e ha due figli: al di là delle evidenti differenti con il clero canonico cattolico, sembrerebbe tutto “nella norma” per un pastore protestano luterano. E invece Megan Rohrer ha una particolarità che la rende “unica” nella storia della Chiesa luterana: si tratta infatti della prima vescovo transgender della storia, nominata alla guida del Sierra Pacific (uno dei 65 della Chiesa americana), a cui rispondono direttamente 200 congregazioni in California settentrionale e Nevada settentrionale.

L’elezione di Rohrer è avvenuto lo scorso maggio dopo le dimissioni dell’attuale vescovo e l’incarico ora potrà durare 6 anni: ordinata pastore-reverendo nel 2010, era già stata la prima persona della comunità LGBT a ricevere questa carica dalla Chiesa evangelica, ora dovrà però guidare un vasto mondo ecclesiale, continuando a rimanere attivista e legata a doppio filo all’esperienza LGBT.

LE PRIME PAROLE DI MEGAN ROHRER

Sul “Corriere della Sera” vengono pubblicate le primissime parole della vescovo trans, che usa il pronome neutro “they” per riferirsi a se stessa e che porta avanti la particolare vita di mamma, trasgender e ora pure capo di una sezione della Chiesa luterana della West Coast Usa. «La mia speranza, se me lo permetterete, e penso che lo farete, è amarvi e amare ciò che amate», ha detto Rohrer ai fedeli durante la sua prima funzione da vescovo nella Grace Cathedral di San Francisco. «Accetto questo ruolo perché una comunità variegata di luterani nella California settentrionale e nel Nevada ha votato devotamente e premurosamente per fare una cosa storica», conclude emozionata la vescovo trans vicina alla comunità LGBT. Uno stravolgimento che per le chiese protestanti americane non ha il medesimo impatto che potrebbe averlo qui in Italia o in Europa, ma che lascia comunque interdetti molti fedeli nel vedere che il criterio del “politicamente corretto” viene utilizzato ora anche all’interno delle scelte e nomine ecclesiali.



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