MENINGITE, NUOVO CASO A BERGAMO/ Sesto caso: è marito della donna morta 10 giorni fa

- Dario D'Angelo

Meningite, nuovo caso a Bergamo: è il sesto in un mese e mezzo. Ricoverato il marito della donna morta dieci giorni fa. Parla l’assessore lombardo Gallera.

Un medico
Un medico, immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

Un nuovo caso di meningite, il sesto in un mese e mezzo, è stato registrato a Bergamo, dove un uomo di 54 anni, marito di Marzia Colosio, la donna di 48 anni morta 10 giorni fa, è stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Come riportato da TgCom24, non è ancora nota la tipologia di sepsi da meningococco verificatasi nel Sebino, ma l’uomo non sarebbe in ogni caso in pericolo di vita. A confermare l’identità dell’uomo ricoverato è stato l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, dichiarando che il 54enne “era stato sottoposto alla profilassi antibiotica precauzionale che però non ha sortito completamente l’effetto auspicato a causa delle sue pregresse fragili condizioni di salute. Il paziente si trova fortunatamente ora in condizioni non gravi. Le azioni di profilassi per i contatti più stretti sono già state attivate dall’Ats di Bergamo”.

MENINGITE, NUOVO CASO A BERGAMO: IL SESTO IN UN MESE E MEZZO

Questo nuovo caso di meningite non aiuterà certamente a rasserenare il clima a Bergamo, dove si è diffusa una vera e propria psicosi da contagio. L’assessore lombardo Gallera a tal proposito ha rinnovato l’invito ad estendere la copertura vaccinale a quante più persone è possibile: “In queste ore l’Istituto Superiore di Sanità ha confermato che i primi 4 casi di Sepsi da meningococco C registrati nelle scorse settimane nel Basso Sebino presentano lo stesso genotipo del batterio – ha dichiarato Gallera -. Questo elemento conferma la scelta di procedere all’offerta vaccinale estesa alla popolazione della zona. Un’offerta che prosegue anche nei prossimi giorni negli ambulatori straordinari, nelle scuole superiori, nelle aziende e attraverso i medici di base del territorio”. La paura di contrarre l’infezione, che ha investito in particolare il comune di Sarnico (2 morti e tre casi di contagio da dicembre), ha portato anche alcuni dirigenti di squadre di pallavolo a venire incontro alle preoccupazioni dei genitori e a non presentare alle partite le giovani formazioni, preferendo piuttosto perdere a tavolino. A tal proposito Gallera ha commentato dicendosi “rammaricato per alcune scelte eccessivamente emotive e non giustificabili adottate. La scelta di cancellare addirittura manifestazioni sportive in calendario, alcune delle quali si giocano all’aperto, non è utile in alcun modo e non giova a questo territorio e ai suoi abitanti”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA