MENINGITE, NUOVO CASO A BERGAMO/ Sesto caso: è marito della donna morta 10 giorni fa

- Dario D'Angelo

Meningite, nuovo caso a Bergamo: è il sesto in un mese e mezzo. Ricoverato il marito della donna morta dieci giorni fa. Parla l’assessore lombardo Gallera.

pediatri tamponi
(Pixabay)

Un nuovo caso di meningite, il sesto in un mese e mezzo, è stato registrato a Bergamo, dove un uomo di 54 anni, marito di Marzia Colosio, la donna di 48 anni morta 10 giorni fa, è stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Come riportato da TgCom24, non è ancora nota la tipologia di sepsi da meningococco verificatasi nel Sebino, ma l’uomo non sarebbe in ogni caso in pericolo di vita. A confermare l’identità dell’uomo ricoverato è stato l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, dichiarando che il 54enne “era stato sottoposto alla profilassi antibiotica precauzionale che però non ha sortito completamente l’effetto auspicato a causa delle sue pregresse fragili condizioni di salute. Il paziente si trova fortunatamente ora in condizioni non gravi. Le azioni di profilassi per i contatti più stretti sono già state attivate dall’Ats di Bergamo”.

MENINGITE, NUOVO CASO A BERGAMO: IL SESTO IN UN MESE E MEZZO

Questo nuovo caso di meningite non aiuterà certamente a rasserenare il clima a Bergamo, dove si è diffusa una vera e propria psicosi da contagio. L’assessore lombardo Gallera a tal proposito ha rinnovato l’invito ad estendere la copertura vaccinale a quante più persone è possibile: “In queste ore l’Istituto Superiore di Sanità ha confermato che i primi 4 casi di Sepsi da meningococco C registrati nelle scorse settimane nel Basso Sebino presentano lo stesso genotipo del batterio – ha dichiarato Gallera -. Questo elemento conferma la scelta di procedere all’offerta vaccinale estesa alla popolazione della zona. Un’offerta che prosegue anche nei prossimi giorni negli ambulatori straordinari, nelle scuole superiori, nelle aziende e attraverso i medici di base del territorio”. La paura di contrarre l’infezione, che ha investito in particolare il comune di Sarnico (2 morti e tre casi di contagio da dicembre), ha portato anche alcuni dirigenti di squadre di pallavolo a venire incontro alle preoccupazioni dei genitori e a non presentare alle partite le giovani formazioni, preferendo piuttosto perdere a tavolino. A tal proposito Gallera ha commentato dicendosi “rammaricato per alcune scelte eccessivamente emotive e non giustificabili adottate. La scelta di cancellare addirittura manifestazioni sportive in calendario, alcune delle quali si giocano all’aperto, non è utile in alcun modo e non giova a questo territorio e ai suoi abitanti”.

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