Mentana (Roma) morto per pestaggio 6 anni all’aggressore/ Omicidio preterintenzionale

- Davide Giancristofaro Alberti

Mentana, morto dopo pestaggio: il suo aggressore è stato condannato a 6 anni di carcere perchè ritenuto responsabile non di omicidio volontario

processo traduttore non capisce casertano
Immagine di repertorio (Pixabay)

Sei anni di carcere per omicidio preterintenzionale. Questa è stata la condanna inflitta al 33enne G.M., ritenuto colpevole, ma non di omicidio volontario, della morte del 54enne Mauro Ruggeri. Questi era stato aggredito con due pugni al volto, e cadendo a terra aveva sbattuto la testa, per poi morire poche ore dopo il ricovero in ospedale. Il 33enne era stato processato con rito abbreviato lo scorso sei marzo, venendo condannato a sei anni di carcere, ed oggi i giudici d’appello hanno confermato la sentenza del gup di Tivoli. L’aggressione era avvenuta fuori da un bar di Mentana, periferia di Roma, e secondo gli inquirenti, alla base del gesto vi era un debito di duecento euro, forse per droga come scrive SkyTg24.it, anche se il 33enne ha sempre smentito. Attorno all’una di notte del 30 marzo del 2018, il proprietario del bar di cui sopra aveva allertato i carabinieri della compagnia locale a seguito di una lite.

MENTANA, MORTO DOPO PESTAGGIO: LA RICOSTRUZIONE DELL’AGGRESSORE

Il 54enne, una volta soccorso dagli uomini del 118, era stato portato presso l’ospedale Sant’Andrea dove era poi deceduto dopo qualche ora di agonia. Ruggeri si era recato nel bar per consegnare come di consueto dei prodotti dolciari, ma qui ha incontrato appunto il suo aggressore che gli ha sferrato due pugni. Questi, qualche ora dopo il fatto, si è presentato dai carabinieri assieme alla mamma e al suo avvocato, spiegando di voler fare chiarezza su quanto accaduto. Stando al suo racconto, il ragazzo aveva prestato dei soldi alla vittima, e questi non glieli aveva più restituiti. I due si sono quindi incontrati al bar, poi il 33enne non ci ha visto più, ha perso il controllo, ed ha colpito con due pugni il malcapitato. Questi è quindi caduto a terra in malo modo, colpendo violentemente la testa. L’aggressore ha quindi prestato i primi soccorsi alla vittima, per poi allontanarsi una volta giunta l’ambulanza. Una sentenza che sembra destinata a far discutere.



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