Messe a rischio? Governo valuta chiusura chiese/ “Cei pronta a stop, se necessario”

- Silvana Palazzo

Messe a rischio per Covid? “Cei in contatto con Governo e Cts”, rivela Stefano Russo, segretario dei vescovi. Si va verso nuove limitazioni: ipotesi divieto di “capanelli” fuori da chiese

chiese chiuse contagiati Coronavirus
Chiese chiuse per coronavirus (LaPresse)

Non solo bar e ristoranti nel “mirino” del Governo per quanto riguarda le restrizioni da inserire nel nuovo Dpcm. La crescita dei contagi di coronavirus è un incubo anche per i parroci, vescovi e cardinali: anche le messe sono a rischio. Potrebbero essere introdotte, infatti, anche delle limitazioni all’accesso dei fedeli alle celebrazioni liturgiche, come matrimoni, battesimi, cresime e funerali. C’è pure uno scenario, il peggiore, secondo cui oratori e parrocchie potrebbero chiudere. Per questo motivo il nuovo Dpcm del premier Giuseppe Conte è particolarmente atteso anche dalla Cei. Al momento c’è solo un commento che filtra nel merito ed è quello del segretario dei vescovi, Stefano Russo, il quale – come riportato da Il Messaggero – ha spiegato che la Cei “è in costante contatto con il governo e con il Comitato tecnico scientifico per seguire con attenzione l’evoluzione dell’epidemia”. Questo vuol dire che non c’è ancora nulla di deciso, ma non si esclude che anche i vescovi vengano chiamati a far fronte a misure restrittive.

MESSE A RISCHIO? IPOTESI NUOVE LIMITAZIONI

Visto che per ristoranti e bar l’ipotesi più accreditata è quella di un divieto di sostare al di fuori dei locali, in modo analogo si ipotizza – secondo Il Messaggero – che possano essere vietati i “capanelli” fuori dalle chiese. Dal canto suo, Papa Francesco nei giorni scorsi ha diramato un ordine interno per rendere obbligatorie le mascherine ai dipendenti durante gli spostamenti, anche se lui non sembra dare peso ai rischi della pandemia visto che continua a non usare la mascherina e a dare la mano a chiunque incontra. La Cei comunque non mancherà di rispondere in maniera responsabile a tutela dell’interesse nazionale e del bene comune. La preoccupazione, però, riguarda anche la disaffezione dei fedeli. Dopo il lockdown e la ripresa delle celebrazioni religiosi, è stato registrato un calo di fedeli un po’ ovunque, in Italia e all’estero. “Rischiamo d’essere un popolo sempre più disperso”, il monito di Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia. Un altro lockdown sarebbe una batosta da questo punto di vista.



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