MESSINA, COMMISSARIO FORNISCE NOMI NON VACCINATI AI SINDACI/ Garante apre istruttoria

- Dario D'Angelo

Garante per la privacy apre istruttoria nei confronti del Commissario all’emergenza Covid di Messina: avrebbe fornito i nomi dei non vaccinati ai sindaci.

Gilberto Corbellini
Hub vaccinale (LaPresse)

Il Commissario incaricato per l’emergenza da Covid di Messina avrebbe consegnato ad alcuni sindaci degli elenchi riportanti i nominativi di tutti i cittadini che non si sono ancora sottoposti a vaccinazione. Per questo motivo il Garante per la privacy ha aperto un’istruttoria nei suoi confronti. Nel provvedimento si legge che “l’Autorità intende accertare il rispetto delle indicazioni sul corretto trattamento dei dati nell’ambito delle azioni promozionali per la vaccinazione anti Covid-19, inviato a fine luglio a Regioni e Province autonome“. Obiettivo della richiesta, indirizzata anche all’Azienda sanitaria provinciale di Messina, è quello di accertare se effettivamente sia avvenuta comunicazionei ai primi cittadini dei nominativi dei soggetti non vaccinati. Se così fosse, si sarebbe in presenza di una violazione rispetto a quanto stabilito dall’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che prevede la comunicazione del solo numero dei vaccinati giornalieri.

COMMISSARIO MESSINA INVIA ELENCHI CITTADINI NON VACCINATI AI SINDACI

Secondo quanto stabilito dal decalogo sul corretto trattamento dei dati nell’ambito delle azioni volte a promuovere la vaccinazione contro il coronavirus, Regioni e Province autonome per monitorare l’andamento della campagna devono individuare soluzioni che vedano coinvolti unicamente soggetti del Servizio sanitario nazionale che hanno in cura la persona, e non enti territoriali come i Comuni. Ciò vuol dire coinvolgere i medici di famiglia, che certo sono a conoscenza della situazione sanitaria dei propri assistiti, anche rispetto ad aspetti che sconsigliano la vaccinazione in assoluto o in maniera temporanea. Regioni e Province autonome, allo scopo di tenere traccia delle vaccinazioni, devono anche utilizzare i Sistemi informativi regionali – cui sono collegati i medici di medicina generale per l’accesso all’anagrafe nazionale vaccini – senza creare nuove banche dati o duplicare quelle già esistenti. Tra le altre cose è vietato raccogliere il motivo che ha spinto gli assistiti ad evitare il vaccino: anche questo avviene a tutela dei pazienti e in osservanza del principio di non discriminazione secondo cui non dev’esserci “nessuna conseguenza negativa nei confronti di coloro che eventualmente non rispondano alla campagna di sensibilizzazione“.



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