ISRAELE/ Da Milano un segno di Pace per il mondo intero

- Claudio Morpurgo

La settimana di Israele a Milano è l’occasione per dimostrare concretamente e simbolicamente l’amicizia e la vicinanza tra due popoli. CLAUDIO MORPURGO ne parla a IlSussidiario.net

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Piazza Duomo (Foto: IMAGOECONOMICA)

La settimana di Israele a Milano è un evento davvero particolare, con risvolti tangibilmente rilevanti, anche sotto il profilo simbolico.
Economia, arte, sanità e welfare, ricerca, cultura sono le categorie principali in cui, grazie al lavoro di questi giorni, si realizzeranno, con un approccio sistematico, progetti e partnership operative a livello italo-israeliano e con una leadership nazionale per il territorio milanese e lombardo.

Si può dire, quindi, che, sulla base di una reciproca conoscenza in settori chiavi, Italia e Israele vogliono cementare, mostrandola pubblicamente, un’amicizia inserendola in una prospettiva di programmazione condivisa e pluriennale. Il tutto nel nome dell’eccellenza e dell’innovazione.

L’importanza di queste collaborazioni, sancite in molteplici accordi e incontri, può essere, pertanto, colta, sotto un primo profilo, proprio per la scelta italo-lombarda di vedere nello Stato Ebraico un partner privilegiato. Questa decisione premia la capacità di Israele, autentico laboratorio di innovazione e creatività, di essere diventato negli anni una realtà di riferimento nel contesto mondiale.

In questi giorni, a Milano, è possibile conoscere l’eccellenza israeliana fondata, senza dubbio, su una peculiare valorizzazione del capitale umano. La società di Israele presenta, infatti, una caratteristica straordinaria e non sempre adeguatamente apprezzata: la promozione della persona, sempre responsabilizzata e sempre messa nella condizione di esprimere il proprio, unico e irripetibile, valore. Ed è anche per questa ragione che uno Stato, assediato da vicini ostili fin dal sua nascita, coacervo di molteplici identità e provenienze, ha saputo costruire, talvolta contro ogni logica e previsione, un modello economico, sociale e culturale in grado di mettersi in gioco di continuo raggiungendo risultati formidabili.

Israele è l’emblema della dinamicità, della progettualità sociale, dell’operare costantemente verso obiettivi nuovi. Israele è il simbolo di un Paese, giovane e vivace, che non ha paura di porsi nuovi sfide e di impegnarsi per vincerle.
Nei prossimi anni, sempre più, il nostro Paese potrà, dunque, nel momento in cui approfondirà le partnership con le realtà israeliane e darà concretezza a una prospettiva compiuta di internazionalizzazione, conoscere progettualità e conquiste che potranno assicurare vantaggi e riferimenti di primaria importanza.

Ma la settimana israeliana a Milano è significativa anche per altri motivi simbolicamente tangibili. Nel momento in cui il Medio Oriente, nel suo complesso, è attraversato da movimenti di liberazione, nel senso della democrazia e del riconoscimento dei diritti umani, si lancia, dall’Italia e da Milano, un messaggio fortissimo. Sembra quasi che rafforzare il legame con Israele significhi testimoniare come l’Occidente, finalmente, voglia uscire dal torpore e dall’immobilismo che lo ha attanagliato negli ultimi anni.

Israele, quale unica democrazia del Medio Oriente, in altre parole, viene descritto e rappresentato come amico autorevole per un’Italia che vuole essere protagonista internazionalmente, senza però giungere più a compromessi con regimi che non conoscono il significato della libertà e dei diritti.
Oggi, da Milano, parte, dunque, un segnale chiarissimo e che potranno sentire anche le masse che in Siria, in Libia, e nell’intero mondo arabo, lottano ormai quotidianamente, rischiando la vita, per costruire società più giuste, emancipate dalle tirannie che le governano da sempre.

Quando prevale un sistema democratico, inevitabilmente, Paesi come il nostro sono in prima linea per realizzare partnership, per sostenere una sviluppo economico, per assicurare occasioni di crescita a favore di società libere.

Per questa ragione viene da dire che il significato più grande che emerge dalle giornate milanesi, più che certificato dagli accordi raggiunti, è impersonificato nell’indicazione programmatica che propone: come Israele ha saputo consolidare il proprio apparato democratico, così lo potranno fare le donne e gli uomini che nel Medio Oriente, con coraggio unico, stanno lottando in queste ore per affermare una prospettiva di giustizia e pace.

Masse che, come il Popolo di Israele, non dovranno essere lasciate sole ma che potranno trovare amici e partner in Italia.





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