DIBATTITO/ 1. Del Debbio: Pisapia crede di essere il “novello Principe” di Gramsci

Per PAOLO DEL DEBBIO, “le parole di Pisapia dimostrano che pensa di essere il ‘novello Principe’ di Gramsci, cioè come quell’avanguardia che ha il diritto di sostituirsi alla maggioranza”

13.01.2012 - int. Paolo Del Debbio
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Un'immagine di Antonio Gramsci

“Le parole di Pisapia dimostrano che il sindaco di Milano si concepisce come il ‘novello Principe’ teorizzato da Gramsci nei ‘Quaderni dal Carcere’. Cioè come quell’avanguardia, espressione di una minoranza illuminata, che ha il diritto di decidere per tutti sostituendosi alla maggioranza”. Paolo Del Debbio non ha peli sulla lingua nel commentare l’ultima uscita del primo cittadino milanese. Dopo l’assemblea al Consiglio di Zona 1 sull’Area C, Pisapia ha dichiarato: “C’erano molte persone venute solo per disturbare e boicottare e credo che questo non sia degno, anche da parte dell’opposizione. È giusto fare critiche, ma non impedire il dibattito”. Ilsussidiario.net ha intervistato il conduttore di Mattino Cinque per chiedergli un commento sulla vicenda.

Del Debbio, per Pisapia le critiche della minoranza sull’Area C sono un inaccettabile populismo …

Quello del sindaco di Milano è un escamotage politico che nasce dall’attuale clima presente in Italia. Oggi con il governo dei professori il populismo è diventato qualcosa di repellente, tanto è vero che il premier Mario Monti di recente ha dichiarato: “Non dobbiamo essere troppo rigorosi altrimenti scatta il populismo”. Ho l’impressione che Pisapia e Monti confondano il populismo con i bisogni del popolo, che sono un’altra cosa.

Pisapia, da una vita all’opposizione, dovrebbe conoscere bene quali sono i diritti della minoranza …

In realtà non è così, e il motivo è che il sindaco di Milano, come tutti i politici di sinistra, è convinto di essere il “novello Principe” di origine gramsciana. Per questa concezione, quando sono loro a opporsi a chi governa non sono populisti ma rappresentanti del popolo. Il “novello Principe” è infatti il partito che è composto da un’avanguardia, la minoranza illuminata, che è l’unica ad avere il diritto di decidere per tutti ciò che è bene e che il popolo deve seguire.

Spesso si parla della responsabilità dell’opposizione. Al di là della retorica, quale può essere il significato di questa espressione?

La responsabilità dell’opposizione è quella di fare opposizione, punto e basta. Naturalmente l’opposizione va fatta sui contenuti, e non scagliandosi contro le persone. Ma nel caso della polemica del centrodestra contro l’Area C, è appunto sui contenuti, cioè sui 5 euro che si pagano per entrare nella Cerchia dei Navigli. Se per Pisapia questo è populismo, fossi in lui mi interrogherei un attimo.

Ma la minoranza deve sempre opporsi tout court a ciò che fa la maggioranza?

Non dico questo. La minoranza ha il dovere di prendere posizione in modo chiaro e nel momento in cui chi governa propone qualcosa che condivide, non deve fare finta di essere contraria semplicemente perché è all’opposizione.

 

Ma il centrodestra, che a Milano ha introdotto l’Ecopass, non si contraddice dicendo di no all’Area C?

 

Innanzitutto l’attuale centrodestra non si ritrova completamente nei provvedimenti della signora Moratti. Io per esempio non ero d’accordo con l’Ecopass e non sono d’accordo con l’Area C. Per me quindi non cambia niente.

 

Letizia Moratti non era espressione del centrodestra?

 

Secondo me, no. Certo, nel 2006 era stata votata dagli elettori di centrodestra, ma la signora Moratti aveva a che fare con il Popolo della Libertà quanto io ho a che fare con il centrosinistra. L’ex sindaco ha avuto sempre un rapporto complicato e difficile con la sua maggioranza, tanto è vero che poi il centrodestra non l’ha votata alle ultime elezioni.

 

Il fatto che l’opposizione abbia il dovere di fare l’opposizione, vale anche per la Lega nord, l’unico partito a non avere votato la fiducia al governo Monti?

 

Sì, è così. La Lega nord ha il problema di tenere saldo il rapporto con il suo popolo, che vuole una serie di prese di posizione sulle quali il Carroccio si esprime di conseguenza.

 

Dove sta la differenza tra l’attenzione ai bisogni del popolo e la sua degenerazione in populismo?

 

Il populismo può diventare una degenerazione nel momento in cui fanno delle affermazioni solo per tenere buono il popolo, ma ponendo obiettivi irrealizzabili, privi di buonsenso, soltanto per suscitare la cosiddetta “reazione positiva delle folle”. Il populismo quindi è un argomento di psicologia delle folle.

 

Pisapia crede davvero che l’opposizione a Milano farà quello che ha in mente lui?

 

Le affermazioni di Pisapia per l’opposizione hanno valore pari a zero: l’opposizione continuerà a fare l’opposizione. E’ evidente che il sindaco di Milano si difende dal centrodestra portando avanti argomenti pretestuosi.

 

Che cosa accade quando l’opposizione rinuncia a svolgere il suo ruolo?

Quando l’opposizione non fa il suo lavoro, i casi sono due: o si è in un regime, oppure la minoranza è composta da incompetenti e da gente che sarebbe meglio se restasse a casa.

 

Tra l’altro la legge elettorale garantisce al sindaco un premio di maggioranza non indifferente …

 

La pretesa di Pisapia nasce dal fatto che non vorrebbe avere a che fare con gli ostacoli della minoranza. Tutti vorrebbero governare senza opposizione, è il desiderio segreto di ogni governante. Solo che i politici più navigati hanno un po’ di ritegno e non lo dicono, Pisapia invece lo ha esplicitato a chiare lettere.

 

Un buon politico, se è convinto di un’idea, deve anche andare contro il parere di chi lo ha votato?

 

Sì. Se per esempio un politico ritiene che un governo stia creando una situazione grave nel Paese, appena ci sono le condizioni ha il dovere di mandarlo a casa, anche se è stato eletto con la maggioranza. E questa è l’unica deroga al rispetto della volontà dei propri elettori.

 

In tempi di governo tecnico, la democrazia per gli italiani ha smesso di rappresentare un valore?

 

No, anzi, tutti gli italiani hanno una grande voglia di democrazia e se si andasse a votare ora, l’affluenza raggiungerebbe il 90%. Anche se è pur vero che i partiti hanno accettato di delegare la risoluzione dei problemi del nostro Paese a un governo tecnico. Io non avrei adottato questa scelta, ma così hanno deciso purtroppo.

 

In Italia esiste un problema di cultura democratica?

 

Non è così, e lo documenta il fatto che alle elezioni gli italiani partecipano con un’affluenza superiore a quella degli altri Paesi europei. E’ un segnale positivo per la nostra cultura democratica.

 

(Pietro Vernizzi)

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