SCUOLE/ Quattro presidi su 10 “chiedono” un nuovo concorso, Profumo li ascolti

- Roberto Pasolini

Solo in Lombardia, spiega ROBERTO PASOLINI, su 1.227 sedi scolastiche ben 500 sono prive di dirigenti; non resta sperare che il ministro Profumo dia seguito alle parole

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Vi era una giusta attesa per le dichiarazioni del Ministro Profumo durante l’incontro sui temi della scuola tenuto ad Ornago tra i quali il più scottante non poteva che essere quello riguardante le conseguenze che la recente ordinanza del Consiglio di Stato ha provocato, mettendo a rischio il regolare avvio dell’anno scolastico a causa del fatto che, solo in Lombardia, attualmente vi sono ben 500 sedi senza dirigente scolastico sulle 1227 totali. Una situazione che rende ancora più evidente la necessità di immettere in ruolo i neovincitori del discusso concorso al fine di far tornare nella normalità la situazione e dare stabilità alle istituzioni scolastiche impegnate nell’inevitabile necessità di dare soluzioni ai problemi legati ad ogni inizio d’anno scolastico.

Il Ministro non ha disatteso le aspettative facendo propria la richiesta verso il Consiglio di Stato di anticipare di un mese la seduta che dovrebbe confermare o rigettare la decisione del TAR, al fine di avere una situazione giuridica certa sulla base della quale operare da un punto di vista amministrativo, per portare a migliore soluzione i problemi legati al pericoloso stallo che si è creato.

Ottenere questo anticipo è sicuramente importante e la speranza, non solo dei neo vincitori, ma, in generale, di chi opera nella scuola, è che il Consiglio di Stato arrivi a rigettare la sentenza del TAR, speranza che si basa su precedenti giuridici per analoghe fattispecie in cui le sentenze hanno delegittimato quello che alcune Associazioni Professionali definiscono un “assurdo giuridico”.

Questo porterebbe alla possibilità di un’immediata assunzione in ruolo dei dirigenti vincitori del concorso, limitando i danni che le istituzioni scolastiche hanno avuto, non solo da un punto di vista organizzativo, a causa di questo ritardo.

Il Ministro Profumo non si è limitato a questo intervento, ma ha voluto rassicurare gli interessati e le istituzioni scolastiche promettendo la messa a punto di un provvedimento amministrativo che consenta di confermare l’idoneità con una prova orale, nel caso in cui la sentenza di merito dovesse confermare quella presa il 28 agosto scorso, e l’invio di un contingente di 200 docenti da assegnare a quegli istituti attualmente in reggenza, per consentire ai vicari l’esonero dall’insegnamento, sostenendone la regolare gestione.

L’esperienza insegna che si dovrà essere vigili affinché alle parole seguano i fatti, ma è sicuramente più che rassicurante che il Ministro Profumo si sia fatto carico di questo grave problema e, conoscendone ed apprezzandone la determinazione, sono convinto che agirà di conseguenza per giungere all’auspicata soluzione.

Il focus acceso sull’aspetto giuridico aperto dall’accettazione della sospensiva chiesta del TAR, sul conseguente blocco delle immissioni in ruolo dei nuovi dirigenti e sulle conseguenti ingiustizie verso i regolari vincitori di concorso, non deve mettere in secondo piano la situazione generale della copertura dei posti vacanti di dirigente.

Si deve giungere ad una normalizzazione complessiva che permetta l’ottimizzazione organizzativa delle istituzioni scolastiche che già si trovano a dover affrontare i problemi organizzativi legati ai nuovi parametri del dimensionamento e degli accorpamenti.

I posti vacanti in Lombardia rimarranno a livello di centinaia, pari a quasi il 40%, e nell’ottica della politica scolastica dichiarata dal Ministro a fronte di nuovi concorsi e nuovi TFA per i docenti, si rende indispensabile ed urgente un nuovo concorso per dirigenti al fine di dare una guida sicura e stabile ad ogni istituzione scolastica, senza la quale i ventilati obiettivi legati al miglioramento funzionale, alla qualità organizzativa, al merito, all’innalzamento dei livelli di apprendimento, all’innovazione didattica ed all’introduzione della tecnologia digitale difficilmente potranno essere raggiunti.

 

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