MANGIAGALLI/ Quella clinica che ha salvato 18mila vite (e ora rischia di chiudere)

- La Redazione

La politica locale e la società civile di Milano si stanno adoperando perché la il Centro aiuto alla vita Mangiagalli che, da trent’anni, aiuta le donne in difficoltà a non abortire

mangiagalli
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Venerdì 25 settembre 2013 circa 1.000 persone nella bellissima cornice di Palazzo Isimbardi hanno partecipato alla cena di gala a sostegno del Centro di aiuto alla vita Mangiagalli, opera che da trent’anni aiuta le donne in difficoltà a portare a termine la gravidanza. Professionisti, politici, sportivi, autorità e gente comune, mosse dall’amicizia con Paola Bonzi, fondatrice del Cav Mangiagalli, hanno data vita a un evento che verrà ricordato a lungo.

Tra i promotori Niccolò Mardegan, consigliere di zona 8 e consigliere provinciale ricorda che “l’idea di questa serata è nata alcuni mesi fa quando ho appreso che il Cav mangiagalli avrebbe chiuso per mancanza di fondi. Quindi mi sono attivato immediatamente per creare un comitato promotore di un evento per una raccolta fondi che avrebbe dato ossigeno a questa eccellenza lombarda”. E quando gli si chiede perché sostiene quest’opera risponde: “Perché amo la vita e chi la difende. Non mi sottometto al relativismo e alla cultura individualista”.

Il suo entusiasmo ha coinvolto anche altri amministratori locali che hanno presentato delle mozioni nei vari consigli di zona della città chiedendo il riconoscimento dell’Ambrogino d’oro, massimo onorificenza cittadina, a Paola Bonzi. Tra questi Roberto De Lorenzo e Federico Illuzzi, consigliere di zona 9 di area cattolica, che ritiene rivoluzionario il lavoro svolto dal Cav. “E’ fondamentale, soprattutto in un momento come quello in cui stiamo vivendo in cui si arriva addirittura a negare la differenza tra mamma e papà in nome di un’ideologia che nega la realtà, riconoscere invece l’oggettività del dono della vita e quindi sostenere chi opera in questa direzione”. “E’ un problema innanzitutto di ragione” afferma Illuzzi.

E su questo piano concorda anche Filippo Jarach, consigliere di zona 1, che settimana scorsa ha presentata la medesima mozione in consiglio. “Io non sono cattolico, ma aiutare quest’opera è innanzitutto una questione di buon senso. In questi anni Paola Bonzi ha salvato circa 18.000 vite. Non si tratta di battaglia tra abortisti e pro life, cattolici e non, occorre innanzitutto guardare quello che una grande donna ha fatto e continua a fare”.

Sulla stessa linea Alan Rizzi, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, di area laico-riformista, che sottolinea come “la politica ha il compito principale di sostenere quelle realtà che già operano con efficacia nella società, svolgendo un ruolo sussidiario rispetto a queste, e l’opera del Cav Mangiagalli è di una positività oggettiva, come dimostrano le migliaia di testimonianze delle donne che hanno avuto il dono di passare da questo Centro”.

E quest’opera è una testimonianza non solo per chi ne ha fruito direttamente ma per l’intera città . Così sostiene Migliarese, consigliere di zona 3 che aggiunge “ciò che più conta è che Paola non si è limitata ad annunciare astrattamente dei valori, ma si è impegnata per viverli tutti i giorni, in prima persona! Credo che da questo tutti noi, in particolare chi fa politica, abbiamo molto da imparare. Un impegno generoso, costante e silenzioso può davvero cambiare la nostra società, per rendere migliore il mondo in cui viviamo”.

Non si può che essere grati a Paola Bonzi e al prezioso lavoro che quotidianamente svolge, oggi sempre più controcorrente, sempre più prezioso.

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