STRAGE NIGUARDA/ Il problema sicurezza? Senza le pattuglie i discorsi “alti” non bastano

Dopo i recenti fatti di cronaca e la decisione del sindaco di aprire all’esercito in città, come si fa a dire che non esiste un’emergenza sicurezza? Il commento di FEDERICO ILLUZZI

20.05.2013 - La Redazione
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Egregio direttore,
intendo replicare alla risposta del signor Scrignaro relativamente alla vicenda delle vittime di Niguarda. Quanto ho affermato, ovvero che a Milano esiste un’emergenza sicurezza, è quanto sto sperimentando personalmente da cittadino e dai racconti quotidiani delle persone che vivono questa città.

Solo in riferimento agli episodi avvenuti nella zona 9 nell’ultimo anno e passati agli onori della cronaca si ricorda: 31 marzo 2013, accoltellamento di 2 peruviani fuori dalla discoteca Jacko di via don Minzoni (zona Bovisa) e all’arrivo della volante un cittadino romeno spacca a testate il finestrino dell’auto della polizia. 25 novembre 2012, banda criminale che perpetra ripetuti episodi di borseggi sul metro di Zara con tecnica scientifica. 21 novembre 2012, omicidio in appartamento di p.le Lagosta di una donna di Capoverde trovata con mani e piedi legati. 04 novembre 2012, uccisione di un filippino a calci e pugni in viale Zara davanti a tutti. 02 maggio 2012, ragazza stuprata a Villa Litta. 13 gennaio 2012, uccisione del vigile Nicolò Savarino in via Varè. Devo continuare?

E questo tralasciando gli episodi quotidiani di microcriminalità o quelli non denunciati. Che Milano sia una città più insicura rispetto al passato emerge con chiarezza anche dai dati presentati in questura il 17 maggio scorso in occasione del 161esimo anniversario della Fondazione della Polizia. Del resto, pur negandolo a parole, anche lo stesso sindaco ammette l’emergenza, infatti ha aperto alla possibilità che pattuglie dell’esercito presidino i punti caldi della città proprio come aveva fatto il sindaco Moratti. Perché questo cambio improvviso di rotta se non esiste un’emergenza sicurezza?

Inoltre l’assessore alla Sicurezza, Granelli, ha predisposto l’installazione di nuove telecamere per presidiare il territorio, richieste sempre dal Pdl in consiglio comunale e nei vari consigli di zona e sempre rifiutate. Grazie alla pervicacia di chi fa politica sul territorio gratuitamente come servizio alla comunità e vive quotidianamente i problemi della città, finalmente sembra che a Milano il tema sicurezza sia di nuovo preso in considerazione e magari Milano torni ad essere una città un po’ più sicura.

Perché fare politica a tutti i livelli significa sporcarsi con la realtà, entrare fin nel dettaglio della soluzione concrete da adottare e non rimanere nella discussione dotte, infarcite di erudite citazioni che servono solo come autocompiacimento e non costruiscono nulla di buono per la comunità. I veri sciacalli sono quelli che rimangono a discutere del problema e non ci mettono anima e corpo per risolverlo.

 

Federico Illuzzi – Consigliere di zona 9 Pdl

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