GIARDINO DEI GIUSTI / Gariwo candida sei donne a Milano

- La Redazione

“La resistenza morale e civile delle donne per la propria dignità, patrimonio universale”: il tema che il Giardino dei giusti – Gariwo, Comune e Ucei – ha scelto per le celebrazioni del 2016

giardino_giusti
Il Giardino dei Giusti di Milano

L’Associazione per il Giardino dei Giusti – composta da Gariwo, Comune di Milano e Ucei – ha scelto, appoggianfo le candidature di Gariwo, i nomi dei prossimi personaggi che saranno onorati da un albero con concio dedicato in occasione della prossima Giornata europea dei Giusti.

Il tema della celebrazione sarà “La resistenza morale e civile delle donne per la propria dignità, patrimonio universale”. Un inno alla capacità d’accoglienza e ascolto, tipica femminile, all’istinto di solidarietà, alla caparbietà tipica del gentil sesso e alla indole indulgente e capace d’amore, che spesso si traduce in pietà, senso di giustizia per se stesse e per gli altri. Un tema che si fonde con quello del progresso sociale, spesso da loro acclamato attraverso le battaglie per la dignità e i diritti della propria condizione femminile. Una condizione che, spesso, in questa epoca di forti sconvolgimento, di crisi economica ed istituzionale e di conflitti viene penalizzata e discriminata e, di frequente, privata delle conquiste faticosamente raggiunte nel corso dei secoli passati.

Le donne non sono rimaste insensibili a queste ingiustizie ed hanno rinnovato la propria determinazione a mostrare la propria forza ed il grande valore della loro esistenza L’Associazione per il Giardino dei Giusti ha deciso quindi di premiare quelle figure che in Africa, Asia, America Latina e in tutto il mondo hanno svolto, attraverso la loro professione e la loro quotidianità, una battaglia per la dignità universale.

Tra loro Halima Bashir, medico del Dufur, violentata ed indotta alla fuga per aver denunciato gli stupri delle milizie Janjaweed. Trovato un rifugio sicuro in inghilterra, la donna scrisse Lacrime nel deserto, un libro di denuncia: Vian Dakhil, l’unica yazida che svolga il ruolo di deputata del Parlamento in Iraq, che ha sfruttato la propria posizione per accusare l’ISIS di genocidi e chiedere che fossero liberati gli yazidi intrappolati nei monti del Sinjar; Sonita Alizadeh, rapper afghana espatriata in Usa che combatte perchè venga abolita l’usanza di far sposare le donne fin da bambine;Flavia Agnes, avvocatessa indiana che si batte per i diritti delle donne di ogni ceto e religione; Felicia Impastato, che ha sfidato l’usanza della subordinazione femminile al Sud nItalia oncurante dell’emarginazione e del disprezzo che questo gesto ha comportato; Azucena Villaflor per le madri di Plaza de Mayo, che hanno sfidato la dittatura argentina chiedendo giustizia per i propri cari cari “desaparecidos”. Una di loro, Azucena, è stata gettata in mare da un aereo della morte.

La celebrazione avverrà simbolicamente l’8 marzo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori