Morto David Stern/ Commissioner NBA per 30 anni. Gallinari: ha fatto la differenza

- Mauro Mantegazza

Morto David Stern: è stato commissioner NBA per 30 anni dal 1984 al 2014, il mese scorso era stato vittima di un’emorragia cerebrale. Il ricordo di Danilo Gallinari

David Stern
David Stern (LaPresse)

David Stern è morto ieri a New York all’età di 77 anni. L’ex commissioner della NBA era da giorni in condizioni di salute critiche a causa di un’emorragia cerebrale che lo ha colpito il 12 dicembre mentre era a pranzo a New York. David Stern diventò presidente (Commissioner) della NBA il 1° febbraio 1984 e conservò questo ruolo per ben 30 anni esatti, cioè fino al 1° febbraio 2014, quando fu sostituito da Adam Silver, attuale commissioner del massimo campionato di basket al mondo. Il suo ruolo nella lega durò ancora di più, perché già in precedenza Stern era stato legale esterno, poi responsabile dell’ufficio legale dal 1978, quindi vice presidente esecutivo dal 1980. Stern ha rivoluzionato la NBA, garantendo stipendi faraonici ai giocatori e ha firmato accordi milionari con le tv, consentendo incassi enormi a tutte le franchigie; ha contribuito alla nascita del Dream Team con cui i professionisti Usa sono sbarcati alle Olimpiadi a Barcellona 1992, rendendo il basket sempre più globale.

MORTO DAVID STERN: IL CORDOGLIO DI SILVER E GALLINARI

Il cordoglio per la morte di David Stern è generale nel mondo del basket. Così ha parlato il suo erede Adam Silver: “Per 22 anni, ho avuto la possibilità di guardarlo in azione. È stato un mentore e uno dei miei più cari amici. David ha cominciato nel 1984 con la Lega a un bivio. Ma nel corso di 30 anni come commissioner, ha fatto sviluppare l’Nba a livello globale. Ha rilanciato media e marketing, risorse digitali e grandi programmi di sviluppo sociale che hanno portato l’Nba ad essere conosciuta in ogni parte del mondo”. Molto sentito anche il ricordo di Danilo Gallinari con un post su Instagram, ricordando la stretta di mano nel giorno del Draft: “Hai reso possibili i sogni di tanti giovani atleti. Il tuo duro lavoro e la perseveranza hanno reso il basket il bellissimo sport che è adesso. Grazie per la differenza che hai fatto in questo mondo”.



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