Morto dopo aver fatto sesso durante viaggio di lavoro/ L’azienda costretta a pagare

Muore dopo aver fatto sesso durante viaggio di lavoro: azienda costretta a risarcire la famiglia della vittima, che godrà anche di una pensione

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Morto dopo aver fatto sesso durante un viaggio di lavoro: l’azienda costretto a pagare la famiglia del defunto. Sembrerebbe quasi una barzelletta, ma è stata semplicemente applicata la legge in Francia. La vicenda è raccontata dal tabloid britannico Mirror, che svela la storia con protagonista, suo malgrado, Xavier X. Nel 2013 si trovava a trovava a Meung-sur-Loire, un piccolo comune in Francia, sulla Loira, quando, dopo aver cenato, fece sesso con una donna nella sua camera d’albergo. L’uomo, che era sposato, venne però trovato morto, stroncato da un infarto mentre stava avendo un rapporto sessuale con la sua nuova partner. Subito dopo la morte dello stesso, la vicenda venne catalogata da una serie di sentenze, adesso definitive, come “incidente sul lavoro”. Proprio per questo motivo l’azienda per cui lavorava Xavier dovrà pagare una somma importante alla famiglia del dipendente, così come sottolineato anche da altri tabloid britannici oltre al Mirror.

MUORE DOPO AVER FATTO SESSO DURANTE VIAGGIO DI LAVORO

Xavier era un ingegnere che lavorata per la società francese nel campo delle ferrovie, TSO: dopo una cena di lavoro incontrò una donna e la portò nella sua stanza d’albergo, ma la serata, invece di concludersi in modo piacevole, ebbe un esito tragico. Ovviamente l’azienda si è sempre cercata di opporre a questa sentenza, che ad un primo impatto potrebbe sembrare assurda, ma numerosi giudici hanno sentenziato il contrario, sottolineando come «un dipendente in viaggio di lavoro è di responsabilità del suo datore di lavoro», indipendentemente da quello che lo stesso lavoratore fa prima, durante o dopo l’orario di lavoro. Oltre al risarcimento da parte della TSO, la famiglia potrà godere di una pensione mensile da parte dello stato pari all’80% dell’ultimo stipendio dell’uomo, una somma che verrà somministrata fino all’anno in cui lo stesso sarebbe dovuto andare in pensione. Non è la prima volta che viene emessa una sentenza di questo tipo: quando muore un dipendente in viaggio di lavoro, è sempre catalogato come incidente di lavoro, quindi, responsabilità dell’azienda.



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