Morto dopo trapianto feci: troppi antibiotici/ Germi resistenti anche nel microbiota

- Emanuela Longo

Un paziente è morto negli Usa dopo un trapianto di feci: tutta colpa dell’abuso di antibiotifi. Chiesti esami preliminari sul microbiota intestinale del donatore

trapianti
Chirurgia, immagini di repertorio (Pixabay)

Negli Stati Uniti, un paziente è morto dopo aver subito un trapianto di feci contenente germi multiresistenti gli antibiotici. Questo rappresenta solo uno dei tanti danni derivanti dall’abuso di questi farmaci che in breve tempo ha portato, oltre al decesso – il caso più grave – anche ad un altro paziente vittima di gravi infezioni sempre dopo il medesimo trapianto. A segnalare i due eventi, come riferisce Corriere.it, è stata la stessa Fda, ovvero la Food and Drug Administration che si occupa del controllo dei medicinali. Lo stesso ente ha chiesto la sospensione delle ricerche in corso sull’uso di tale procedura per il trattamento di gravi infezioni intestinali dovute al germe Clostridium difficile. Ora, l’indicazione è quella di individuare l’eventuale presenza di germi resistenti agli antibiotici nel materiale da sottoporre a trapianto, prima ancora della procedura. Già da tempo i ricercatori hanno posato la loro attenzione proprio sul microbiota intestinale, ovvero l’insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino e che hanno importanti funzioni, tra cui regolare l’assorbimento di alcuni nutrienti. Non solo, potrebbe anche essere coinvolto nell’insorgenza di malattie come obesità o diabete. Può inoltre anche aiutare a curare determinate infezioni dell’intestino come quella da Clostridium difficile quando gli antibiotici non riescono a fare altro.

MORTO DOPO TRAPIANTO FECI: COLPA DELL’ABUSO DI ANTIBIOTICI

Alla luce di ciò, gli scienziati hanno ipotizzato l’idea del trapianto di un microbiota, e quindi delle feci, da una persona sana a pazienti affetti da determinate infezioni, tra cui Clostridium difficile appunto. Questa sarebbe la soluzione per tentare di aggirare la resistenza agli antibiotici del Clostridium con l’aiuto di batteri “buoni” del microbiota. Questa cura si sta già dimostrando molto positiva ed in grado di salvare delle vite ma l’eccesso di antibiotici può compromettere tutto e così anche un microbiota può contenere germi resistenti agli antibiotici e aggravare le condizioni del paziente che si sottopone a trapianto, come accaduto ai due malati negli Usa. La cura è al momento ancora sperimentale in quanto si continua ad indagare su cosa sia realmente accaduto ai due pazienti americani. Al momento si sa che avevano entrambi un sistema immunitario compromesso e che il materiale trapiantato veniva dallo stesso donatore ed ancora che il germe trapiantato era un’Escherichia coli multiresistente agli antibiotici.



© RIPRODUZIONE RISERVATA