MOSTRO DI LOCH NESS, TROVATO?/ Indagine sul Dna nelle acque: la scoperta clamorosa

- Paolo Vites

Lo studio più complesso mai effettuato sul mostro di Loch Ness

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La famosa foto di Robert Kenneth Wilson

Esiste o non esiste? Da più di cento anni almeno, appassionati, studiosi, cacciatori di misteri, semplici turisti si affannano nella disputa che riguarda l’esistenza o meno di una misteriosa creatura nelle oscure acque del lago di Loch Ness, in Scozia, il lago più grande del Regno Unito. Tante foto che mostrano una sorta di animale preistorico sono state scartate perché frutto di evidenti fotomontaggi, eppure c’è ancora chi si ostina a dire di aver visto un animale sconosciuto spuntare dalle acque del lago. Adesso arriva i risultati dello studio più complesso mai effettuato sul mostro di Loch Ness, a opera di un team di studiosi della Nuova Zelanda. Uno studio scientifico, non la semplice ricerca con sottomarini o apparecchiature varie (che hanno sempre comunque dato esito negativo) eseguito prelevando 250 campioni delle acque del lago per studiarne il dna contenuto. Nessuna traccia di animali preistorici o mostri della natura, ma clamorosamente si è potuto individuare che “qualcosa” in effetti c’è. Che cosa?

TROVATO IL “MOSTRO DI LOCH NESS”

Anguille: “La presenza davvero abbondante di dna di anguille ha portato alla conclusione che effettivamente esemplari giganteschi di questo animale possano trovarsi nelle acque del lago. Queste anguille fuori norma vivrebbero nelle profondità delle acque, ma il loro spuntare in superficie potrebbe spiegare l’effetto visuale di una creatura anomala, il cosiddetto mostro di Loch Ness” dicono i ricercatori. Secondo il professor Gemmel dell’università di Otago, scrive il quotidiano inglese Independent, “esiste una quantità molto significativa di dna di anguille. Il lago ne è pieno, ogni campione prelevato riportava il loro dna”. I dati raccolti però non permettono di calcolare le loro dimensioni, ma vista la grande quantità di dna “non possiamo escludere la possibilità che possano esserci anguille giganti” ha detto ancora. In effetti in passato diversi sommozzatori in passato avevano detto di aver visto grandi anguille in profondità, grandi anche circa quattro metri: “Come genetista penso molto alle mutazioni e alle variazioni naturali, e mentre un’anguilla così grande sarebbe ben al di fuori della gamma normale, non sembra impossibile che qualcosa potrebbe crescere a dimensioni così insolite”. Svelato per sempre il mistero del lago di Loch Ness?



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