Mps-Unicredit, Governo Draghi a rischio?/ Cdx “scandalo sinistra”, Pd convoca Franco

- Niccolò Magnani

Accordo Unicredit-Mps-Tesoro, il Governo Draghi in ebollizione: Cdx accusa la sinistra di conflitto d’interessi, Pd convoca Franco e Letta si difende

Padoan e Falciai
L’ex Ministro Pd Piercarlo Padoan con Alessandro Falciai, ex Presidente Mps nel 2017 (LaPresse)

Il potenziale accordo tra Unicredit e il Tesoro sull’acquisizione di Mps ha portato la maggioranza di nuovo nel caos solo pochi giorni dopo l’intricata riforma della giustizia: la cessione (non ancora ufficializzata) del Monte dei Paschi di Siena alla seconda banca più importante d’Italia ha visto una levata di scusi praticamente in tutti i partiti dell’arco costituzionale, a cominciare da quelli di Centrodestra che gridano allo scandalo e al conflitto d’interessi del Pd in terra senese, la stessa che ospiterà la candidatura alle Suppletive del segretario Enrico Letta.

Sono in tutto 3 i dubbi principali che attanagliano le maglie della maggioranza Draghi: in primis, sia Governo che opposizione vedono di cattivo occhio una soluzione che penalizzi eccessivamente i dipendenti Mps (con migliaia di potenziali esuberi); in secondo luogo, il Cdx che accusa il Csx di conflitto d’interessi, in terzo e ultimo luogo per l’appunto la candidatura di Letta nei mesi cruciali dell’acquisizione di Unicredit, presieduta dall’ex Ministro Dem Piercarlo Padoan, tra l’altro proprio il deputato dimissionario del Pd sul cui posto ora punta tutto il nuovo segretario.

MPS-UNICREDIT, ORA COSA SUCCEDE?

«Non accetteremo soluzioni punitive, serve concertare con attori economici e sociali», è il commento di Letta in merito alla potenziale accordo Unicredit-Mps dopo le critiche lanciate anche dal Ministro della PA Renato Brunetta (Forza Italia), «Era questo il momento di fare una proposta da parte di Unicredit? Probabilmente no. Che si aprano le segrete stanze dei cda. Se Mps deve sposarsi o fidanzarsi che se ne discuta nel Paese. E se ne discuta anche in consiglio dei ministri». Ancora Letta prova a rassicurare ieri sulla sua candidatura, «Conoscevo i rischi. E la tempistica degli stress test su Mps era nota. A maggior ragione ho scelto di candidarmi perché è una questione che ha implicazioni e impatto nazionali, perfino internazionali. Rifiutare avrebbe voluto dire disertare. Ho fiducia che Draghi e il governo gestiranno con grande autorevolezza un dossier delicato».

Il Pd ha chiesto con i capigruppo in Parlamento la convocazione del Ministro dell’Economia Daniele Franco per capir meglio il perché di questa trattativa, mentre dai M5s si alza un coro di polemica, «La cessione delle quote pubbliche di Mps deve tutelare la concorrenza evitando che una sola banca, quale Unicredit, possa avvantaggiarsi su tutte le altre». Durissimo però il coordinatore toscano di Forza Italia Massimo Mallegni, «La trattativa – attacca il senatore azzurro – subisce una accelerata proprio quando si concretizza la candidatura di Letta alle elezioni per la Camera dei Deputati per coprire il posto lasciato dal deputato senese Padoan, andato a ricoprire l’incarico di presidente di Unicredit. E poi il Pd parlava di conflitto di interessi del presidente Berlusconi. Ma la dignità dov’è?». Per il collega di partito Gasparri, il livello di “scandalo” è ancora peggiore: «Bisogna intervenire in Parlamento sul mostruoso conflitto di interessi Unicredit-Pd-Mps. La banca toscana è stato luogo degli scandali targati Pci-Pds-Pd. Al vertice dell’Unicredit è stato collocato Padoan, già Ministro dell’Economia del Pd e poi parlamentare eletto dal partito della sinistra nella città di Siena. Ora al suo posto a Siena si candida Letta».Dure le critiche anche da Lega e FdI, ma pure dal Governatore toscano Giani (Italia Viva), «Vedere il Monte Paschi Siena inghiottito da Unicredit con una trattativa che salta il territorio non è accettabile: si impone un tavolo di confronto che coinvolga le forze sociali, i sindacati dei lavoratori, la Regione, il Comune e la Provincia di Siena». Nel frattempo, sul fronte finanziario il Ministro Franco vuole chiudere la trattativa per la cessione entro 40 giorni (fonte “La Repubblica”), ponendo già le condizioni ad Orcel: «acquisire Mps nella sua interessa, senza spezzatini, e salvaguardare marchio e livelli occupazionali».

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