PERCORSI INDI(E)PENDENTI/ Laura Loriga in “Mimes of Wine”

- La Redazione

Un album che raccoglie canzoni scritte tra Santa Barbara, Bologna e Parigi, dall’esordiente cantautrice bolognese Laura Loriga, come ci racconta MARTINA MAMBELLI. Musicisti d’eccezione e una voce che colpisce

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“Mimes Of Wine”, o più semplicemente un piano dalla forte sensibilità, alcuni musicisti d’eccezione e la voce di Laura Loriga, in bilico tra delicatezza, ricerca melodica e tensione emotiva.
Questo suo primo Ep è un microcosmo denso e brillante; contiene solo quattro brani ma sono sufficienti per delineare con fermezza il carattere e l’originalità del progetto.
Si parte con l’intensità di Carnival Scar e la morbida Fishes dove Laura dimostra tutta la sua maturità artistica e freschezza compositiva, alternando con gusto raffinato momenti di dolcezza armonica a squarci violenti, senza mai risultare eccessiva.
Una Pj Harvey italiana, che, come l’artista britannica, ha una voce ricca di sfumature e colori, capace di crescere e mutare con il dipanarsi della canzone stessa; come succede in K, dove il dolce sussurro iniziale di Kim Gordon-iana memoria si libra nel climax malinconico di potenza vocale delle strofe seguenti, accompagnato dai complicati intrecci di un piano greve e la sua nervosa controparte chitarristica.
Infine, per chiudere in stile questo piccolo aperitivo musicale, Mimes Of Wine in Oberkampf recupera un motivetto swingato impreziosito con insoliti fraseggi a sei corde, campanellini e archi frizzanti.
Un esordio splendente.

(Martina Mambelli)



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