SANREMO 2012/ L’intervista a Irene Fornaciari: quel grande mistero che è la musica

- Paolo Vites

IRENE FORNACIARI racconta a IlSussidiario la sua avventura sanremese e l’emozione di aver cantato con Brian May dei Queen. Nonostante l’eliminazione, una grande gioia

ireneforna-R400
Foto Infophoto

Essere figli d’arte non è sempre, anzi quasi mai, una fortuna. Magari ti permette qualche scorciatoia per arrivare a fare quel mestiere che sogni, ma allo stesso tempo ti fa circondare dai pregiudizi e dalle aspettative. Di confronti soprattutto. Irene Fornaciari è una ragazza semplice, umile che quando comincia a parlarti ti dà addirittura del lei, segno di una educazione sana che spesso manca nell’ambiente musicale.
Per niente preoccupata per essere stata eliminata al Festival di Sanremo, sprizza ancora una grande gioia ed emozione per l’esecuzione di ieri sera insieme al leggendario Brian May in cui alla fine non ha saputo trattenere le lacrime: «In realtà – ha detto a IlSussidiario.net – non è che vado molto fiera di essermi messa a piangere, non mi piace molto quando ci si mette a piangere in televisione». Ma era una emozione troppo grossa: «Ieri sera sul palco c’era davvero qualcosa di magico, qualcosa che va al di là delle cose terrene».
Irene, un momento straordinario quello di ieri sera con Brian May. Le lacrime ci stavano, in fondo.
Ti dico la verità, non è che vado molto fiera dell’essermi messa a piangere. Non mi piace molto quando ci si mette a piangere in televisione. Alla fine però quelle lacrime sono scappate perché ieri sera su palco c’era davvero qualcosa di magico, qualcosa che va al di là delle cose terrene. È stata un boato di emozioni che mi sono esplose dentro e che poi alla fine sono esplose a loro volta nelle lacrime.
Io direi che è stato un momento molto bello, che ha fatto capire quanto tu ci tenga alla musica.
Esatto. Mentre cantavo mi passavano un sacco di pensieri in testa: accidenti, ero lì con la storia del rock al mio fianco! E’ stato qualcosa di meraviglioso. Poi le lacrime sono venute fuori anche perché mi sentivo dentro tutta la responsabilità di quell’evento. Su quel palco lì l’emozione può giocare brutti scherzi invece alla fine la performance è andata bene. E’ stato un pianto anche liberatorio perché ce l’avevo fatta a dare il massimo.
E Brian May? E’ stato contento della performance?
Era contentissimo. Poi lui è andato al ristorante subito dopo mentre io l’ho raggiunto più tardi visto che dovevo cantare per la seconda volta. Quando l’ho raggiunto ci siamo guardati la performance su youtube ed era davvero gasatissimo e soddisfatto. Era contento anche delle luci perché dava molta importanza alle luci. Ed è vero, perché hanno fatto moltissimo gli effetti di luce ad esempio questo effetto della penombra  è stato davvero suggestivo.
Adesso farete qualcosa in futuro?
Magari! Brian è veramente galvanizzato per questa canzone, è stata il motivo che l’ha spinto a dire di sì a Sanremo. Si è proprio innamorato della canzone, magari ci potrà essere un progetto insieme. Per adesso non c’è niente di definitivo, ma potrebbe succedere.
E dell’eliminazione che motivi ti dai? Una canzone troppo difficile per Sanremo?
Ero consapevole che questa canzone non è tipicamente sanremese e che quindi avremmo trovato delle difficoltà. Ma ci credo talmente tanto soprattutto sono convinta che il testo sia così bello che non possa passare inosservato. Sono tranquilla, avrà la sua giusta esposizione e il suo futuro perché è forte. Oggi  alla  conferenza stampa mi hanno accolto con la canzone e tutti che la  ballavano!
Tra l’altro le canzoni di Van De Sfroos non sono canzoni semplici da eseguire, o no?
Assolutamente. Al di là del fatto che per questa canzone ho lasciato da parte i virtuosismi e la tecnica vocale, per eseguirla richiede un grande impegno: devi avere dentro una carica incredibile per renderla al modo migliore.
Che cosa è questo “grande mistero?”

La canzone parla delle fragilità dell’essere umano. Anche la persona più forte del mondo nasconde dentro di sé delle fragilità. Questa fragilità è il mistero: questa forza costruttiva che ognuno di noi ha dentro di se che è costruttiva, ma che poi può diventare distruttiva. Si parla tanto di una forza che tanto ti dà ma tanto ti toglie. Ad esempio il verso che dice: “Onda onda perché riporti tutto in un colpo solo tutto riprenderà”: sono cose che esprimono questo avere e poi togliere. Insomma, il grande mistero della vita.
Come ha preso Van De Sfroos l’eliminazione?
Guarda, lui sta avendo riscontri positivi andando in giro per la strada qui a Sanremo la gente lo ferma e gli dice che è una canzone bellissima. Anche lui è  consapevole che non è un brano tipicamente sanremese, ma siamo molto tranquilli e fiduciosi che la canzone arriverà alla gente.
E tuo papà Zucchero ti ha detto qualche cosa?
Il mio babbo è molto contento. Ieri sera si è emozionato anche lui guardando la performance con Brian May. Mi ha solo sgridata un po’ dicendomi che la prima sera ero troppo agitata, ma in effetti ero davvero agitata. Mi ha detto, ricordati che sei sul palco di Sanremo, sei troppo scalmanata…
Adesso hai un disco nuovo in uscita. Andrai in tour?
Sì, il tour parte da maggio e grazie al mio agente che è anche quello dei Nomadi abbiamo trovato tantissime date live. Mi fa girare tutta Italia e quindi non vedo l’ora perché è ciò che amo di più. Ho bisogno di sentire il contatto con il pubblico per vedere  la reazione. Con i concerti infatti si capisce se quello che fai arriva davvero al cuore della gente.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori