SANREMO 2012/ Pagelle, i voti: Emma e Alessandra Amoroso “too strong”, Platinette non è “lei”, ma Renga è perfetto

- Maria Elisa Buccella

La penultima serata del Festival parte con l’incognita-Celentano, per le  voci che si sono rincorse per tutta la giornata. Le pagelle di MARIA ELISA BUCCELLA della serata

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Foto Infophoto

La penultima serata del Festival parte con l’incognita-Celentano, per le  voci che si sono rincorse per tutta la giornata su una partecipazione a sorpresa – magari via web – del “Molleggiato”. Ed eccomi qui puntuale con le pagelle e i voti per i duetti dei big in gara, prima di rimandarvi alle pagelle dei giovani che hanno partecipato a questa sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo. La danza (con un’artista che ha fatto dell’amore per quest’arte la sua ragione di vita nonostante la grave menomazione con la quale è nata) di Simona Azzeri  e il violino di David Garrett (gigante teutonico e violinista da primato entrato nel Guinness dei primati con il suo Stradivari per la velocità con la quale esegue “Il volo del calabrone”) aprono la serata. Oggi altri due big lasciano la competizione ed è “il giorno del giudizio” per i Giovani: tra i quattro che ce l’hanno fatta verrà scelto il vincitore. Tutta di azzurro vestita (scelta non felicissima visto che il colore della bruttissima scenografia è proprio l’azzurro) Sabrina Ferilli torna sul palco dell’Ariston per una  lunga chiacchierata con Morandi, più o meno inutile. Arriva un ciclone di simpatia, al secolo Alessandro Siani. L’attore napoletano travolge Ivana, “che ha i piedi a Sanremo e la testa in Svizzera” (data l’altezza) e la platea dell’Ariston” con battute a raffica mettendo alla berlina i vizi degli italiani come della  politica così “gli anziani per prendere la pensione avranno bisogno della reincarnazione”.
Noemi con Gaetano Curreri in  “Sono solo parole” VOTO 9 Questa bella canzone di Fabrizio Moro si tinge di nuovi colori e nuove sfumature in questa interpretazione più intima. Peccato che la voce di Curreri si sia sentita poco per problemi di microfono. Il look di Noemi  è sembrato quasi perfetto 
Pierdavide Carone e Lucio Dalla con Gianluca Grignani  in “Nani’ ”VOTO 8. Forse era meglio senza Grignani, la sua presenza non ha aggiunto nulla al valore della canzone così poetica e delicata. 
Dolcenera con Max Gazzè in  “Ci vediamo a casa” VOTO 7. Gazzè ha stemperato l’eccessiva vocalità della cantante ammorbidento il tutto che funziona.
Gigi D’Alessio e Loredana Bertè con Dj Fargetta in  “Respirare” VOTO 7. Ed eccolo il Gigi nazionale in veste disco, che proprio non gli si addice, e la Bertè che nella discoteca improvvisata sul palco dell’Ariston certo è più a suo agio. La canzone ascolto dopo ascolto decolla e l’arrangiamento di stasera gli ha fatto un gran bene.
Chiara Civello con Francesca Michielin in “Al posto del mondo” VOTO 5. Ma perché questa Civello è tanto considerata? La giovanissima Michielin se l’è mangiata (dal punto di vista vocale, anche se l’attacco non è andato benissimo) e ha dato a questa brutta canzone una ragione d’esistere.
Samuele Bersani con Paolo Rossi in “Un pallone” VOTO 6  In un immenso cappotto e bombetta Paolo Rossi interpreta da par suo, dissacrante e grottesco, la canzone che però ci fa rimpiangere il Bersani del passato.
Eugenio Finardi con Beppe Servillo in “E lo chiami Dio” VOTO 7. Cambia ovviamente il timbro della voce, quella di Finardi è inconfondibile, ma la cantano nello stesso modo: nessun valore aggiunto.
Nina Zilli con Giuliano Palma e Fabrizio Bosso in  “Per Sempre” VOTO 5 Bellissima la tromba di Bosso. Tutta d’oro vestita la Zilli non convince se non per la sua indiscutibile avvenenza che usa, altrochè se la usa…

Arisa con Mauro Ermanno Giovanardi in “La notte” VOTO 9 Mauro Pagani nella doppia veste di direttore e violino solista, la voce cupa di Giovanardi e la bellissima voce di Arisa in una versione delicatissima e ancora più intimista della canzone. 
Emma con Alessandra Amoroso in “Non è l’inferno” VOTO 7  Ma come si vestono queste ragazze? Ma che orrore quelle scarpe esagerate! E quanta voce, troppa. Cantano nello stesso modo energetic la crisi del nostro tempo.
Matia Bazar con Platinette in “Sei tu” VOTO 4. Platinette senza la parrucca non è Platinette! Mauro Coruzzi senza il travestimento recita e canta aggiungendo un altro po’ di melensa enfasi a questa vecchia canzone. 
Francesco Renga con Scala e Kolacny Brothers in “La tua bellezza” VOTO 10. Ma che bella versione per questa canzone che ad ogni ascolto è sempre coinvolgente e svela la sua assolutamente non banale struttura musicale.



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