PEDRO AZNAR/ Ahora, la “voce” del rock argentino

- Luigi Viva

Il grande musicista argentino Pedro Aznar, già compagno di viaggio di Pat Metheny, in esclusiva per IlSussidiario.net, parla del suo ultimo album, “Ahora”. A cura di LUIGI VIVA

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Ahora, il nuovo album di Pedro Aznar

È difficile descrivere l’emozione che provo quando sta per uscire un mio nuovo disco. Sicuramente è una grande soddisfazione perché rappresenta il completamento di un lungo lavoro nel quale si sono avvicendati successi ed errori, settimane di immersioni nelle proprie emozioni. Un cd una volta terminato intraprende un proprio cammino e per molti diventa un compagno di vita. 
AHORA con le sue dodici canzoni è un sentito omaggio alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei colleghi e a tutti quelli che mi seguono. In questa occasione ho avvertito l’attesa che questo disco ha suscitato, è stata una emozione bellissima che mi ha ricordato quando, con la medesima impazienza e ansia, attendevo l’uscita dell’’album dei miei artisti preferiti.

(Pedro Aznar)

Pedro Aznar (Buenos Aires, 23 luglio 1959) è uno dei più grandi musicisti argentini di tutti i tempi; con la sua musica ha spaziato dal jazz al rock fondendoli con il tango e la tradizione popolare latino americana. Nel 2006 il referendum del quotidiano Clarin lo ha nominato miglior bassista degli ultimi trent’anni della storia del rock argentino. La rivista Rolling Stone ha menzionato il cd “Cuerpo y Alma” fra i migliori dischi del decennio. Vincitore di tre premi Gardel con l’album “Quebrado”, Pedro Aznar, per alcuni anni, ha fatto parte del Pat Metheny Group con il quale ha vinto tre Grammy Award.

Mio padre suonava il violino e in casa mia si ascoltava molta musica: un  po’ di classica, ma soprattutto tango, molto tango. Da piccolo ero un chico  irrequieto, per calmarmi  una vicina di casa consigliò ai miei di mandarmi a lezione di chitarra classica. A dire il vero tutto ciò che aveva a che fare con il concetto di studio non suscitava il mio entusiasmo (ride), ma Elba Vignaldo, l’insegnante di chitarra, aveva un originale metodo di insegnamento basato sulla diteggiatura chiamata Klavarskribo, ciò mi permise in pochi giorni di imparare a suonare la mia prima canzone.
(Pedro Aznar)

Nel 1971 Pedro  forma il suo primo gruppo “Life” dove inizia a cimentarsi con la chitarra solista; tra il 1974 e il 1976 entra nei Madre Atomica dove inizia a suonare il basso. Per un po’ studia anche la batteria e il synth e, come batterista, ottiene il primo ingaggio professionale. Nel 1977 entra negli “Alas”, fra i primi in Argentina  ad aver miscelato tango e folklore con il rock e il jazz. In questo periodo scopre  Jaco Pastorius  il fenomenale bassista dei Weather Report e ne sposa a pieno lo stile elaborato sul basso senza tasti. In poco tempo diventa uno dei bassisti più richiesti del paese ed entra nei Serú Girán insieme a a Charly García, David Lebón e Oscar Moro.
La band viene oggi considerata una delle più importanti nella storia della musica argentina.

Nell’agosto del 1980, Pedro Aznar incontra Pat Metheny durante il festival di Rio de Janeiro e gli lascia un nastro contenente  Because dei Beatles e Pat Meth (apertamente dedicata al chitarrista). Le versioni definitive verranno poi registrate tra il settembre ’81 ed il marzo ’82, utilizzando l’otto piste di casa per essere poi pubblicate in Argentina nel settembre dell’82 sull’album intitolato “Pedro Aznar” (Interdisc SG SLIN 3127).
Tutti gli strumenti, ad eccezione della batteria, vengono suonati dal giovane argentino il quale, oltre alla splendida voce, mette in mostra una gran padronanza alle tastiere e alla chitarra stupendo un po’ tutti per la  straordinaria tecnica sul basso elettrico. Dopo aver ascoltato questo disco, Metheny ritiene che la presenza di Pedro possa essere estremamente positiva per il suo gruppo consentendogli di realizzare il vecchio progetto dì avere un altro chitarrista nel Pat Metheny Group.
L’unico problema è rappresentato dalle percussioni che Aznar non aveva mai suonato. Pat telefona a Buenos Aires e gli accenna la cosa. Pedro inizia ad esercitarsi giorno e notte e dopo due settimane, nel corso di una telefonata, fa ascoltare a Metheny cosa è riuscito a fare in così breve tempo.

 


Pedro sa suonare la chitarra come me, suona il basso come Jaco, canta come Milton e suona le tastiere. Quando ascoltai il suo nastro mi mise letteralmente Ko
.
(Pat Metheny)

Al suo arrivo a Boston, Nana Vasconcelos che stava lasciando la band per seguire dei suoi progetti, costruisce per lui un berimbau ed altre percussioni. L’ingresso ufficiale nel gruppo viene sancito da alcune sessioni realizzate il 20 dicembre 1982 al Blue Jay Studio di Boston. Vengono incisi due brani (23Verano en Nueva Inglaterra) che andranno a far parte del nuovo album di Aznar. Ospiti d’onore Pat Metheny, Danny Gottlieb e Lyle Mays. Entrambi i brani saranno poi pubblicati in Argentina nel 1984 sul secondo disco  di Pedro Aznar intitolato “Contemplacion” (Interdisc-Slin 3580).

È il 1982  quando Pedro Aznar entra a far parte del Pat Metheny Group per sostituire il grande Nana Vasconcelos. È l’inizio di un’inarrestabile ascesa. In breve Pedro diventa un pilastro della band e ad oggi rimane  il componente più rimpianto della leggendaria formazione. 
Nel PMG firma tre brani: suoi i testi di Mas Alla (Beyond) Dream Of Return  oltre alle musiche diVidala, “First Circle” (1984), “Letter from Home” (1989), “The Road to You” (1993) oltre alla colonna sonora di “The Falcon and The Snowman” (1985), sono gli album che vedono la sua presenza. 
Un’esperienza non lunghissima che  coincide con il massimo splendore della band. A dir poco strepitosa la performance di Pedro Aznar quando nei concerti esegue con la voce il tema di First Circle, uno dei brani più coinvolgenti dell’intera produzione di Pat Metheny.

Una collaborazione che sembra destinata a durare a lungo, Metheny, infatti, manifesta l’intenzione di produrre il nuovo disco di Pedro per la nascente Metheny Group Production. Le cose, a un certo punto, cominciano ad andare per le lunghe e a portare ad certo raffreddamento dei rapporti con Pat e la conseguente uscita, fino ad oggi definitiva, dal Pat Metheny Group.

In effetti, sarei curioso anch’io di capirne il motivo! Ho poi lasciato il gruppo perché il PMG è essenzialmente e giustamente il veicolo delle composizioni di Pat; io non avevo molto spazio per crescere come volevo. Inoltre gli impegni per i tour erano davvero pressanti e non riuscivo più a sviluppare i miei progetti. Ma non è detto che si possa tornare insieme in futuro! È comunque un’esperienza che ha lasciato ricordi indelebili, suonare con musicisti così meravigliosi è straordinariamente formativo. Fra i più bei ricordi Mas Alla (Beyond), la canzone che ho scritto insieme a Pat e poi i tanti bellissimi brani del PMG. Durante i concerti, il brano che mi ha sempre entusiasmato è stato The First Circle. 
(Pedro Aznar, 1989)

L’uscita dal PMG coincide con una crescita esponenziale della carriera di Pedro che diviene in breve tempo uno dei grandi della musica argentina e non solo. È l’inizio di una carriera intensissima, ricca di soddisfazioni e sempre caratterizzata da elevatissimo standard. Tredici album come solista oltre ai citati “Pedro Aznar” (1982) “Contemplación” (1985) seguono “Fotos de Tokyo” (1986), “David y Goliath” (1995). “Cuerpo y alma” (1998, Tabriz, CD SL51.588), registrato ai Marina Sound di Buenos Aires, contiene alcuni brani che avrebbero dovuto far parte del più volte programmato album per la Metheny Group Productions e mai più realizzato. 

Si tratta per la gran parte di nuove versioni in castigliano di brani già editi come Joana Francesca di Chico Buarque de Hollanda, oltre a sei i titoli scritti da Aznar. Pedro si conferma grande strumentista, ma in questo disco stupisce, ancora una volta, la straordinaria duttilità vocale. In La Pomeña, stupenda ballad, Nubes Negras, Mundo En Llamas, la sua voce è di una bellezza assoluta. Appare evidente di trovarsi di fronte a un grande artista, mai soddisfatto, sempre alla ricerca di nuove strade, che guarda con rispetto alla tradizione sudamericana, con grande amore per le proprie radici. La voce rara, emoziona, vibra e rende unica ogni esecuzione anche quando Pedro Aznar si cimenta con brani di altri musicisti.

Il mio stile si è in qualche modo definito proprio a partire da “Cuerpo y alma” trovando la giusta fusione fra il rock  e le mie radici  latino americane. Sono questi i tratti distintivi della mia musica nella quale il mio pubblico si riconosce. È un percorso che in qualche modo mi avvicina ad altri miei colleghi come León Gieco e Gustavo Santaolalla, siamo  cresciuti ascoltando musica rock e  tutti e tre abbiamo il medesimo amore per la musica latina americana.
(Pedro Aznar)

Sempre nel 1998 registra nel Monastero di  Gándara, un disco di musica originale e tanghi tradizionali pubblicato a nome del percussionista Santiago Vázquez. Il cd “Será Una Noche” uscirà per la M-A Recordings, specializzata in registrazioni di altissima qualità di musica acustica, effettuate in location speciali.

In  “Caja de música” (2000) vengono musicate alcune poesie di Borges; l’album, realizzato in occasione del centenario della nascita di Jorge Luis Borges, vede la partecipazione  di artisti del calibro di Mercedes Sosa, Víctor Heredia, Jairo, Lito Vitale, Rubén Juárez.  Dopo la colonna sonora “Huellas en la luz” (2001), nel 2002 vengono pubblicati “Parte de volar” e “Pedro Aznar En Vivo”, quest’ultimo registrato nel corso dei concerti tenuti nel mese di agosto al Teatro ND Ateneo di Buenos Aires. “Mudras-Canciones de a dos” (2003) contiene canzoni realizzate in duo con grandi artisti come Gal Costa, Ugo Fattaruso etc; nel cd è presente una versione di  Tomorrow Never Knows di Lennon che Pedro canterà dal vivo sospeso a sei metri di altezza così come aveva immaginato Lennon mentre la componeva. Nel 2005 esce su cd e dvd “Aznar canta Brasil”, ventitré grandi canzoni brasiliane eseguite dal vivo. Fra i tanti titoli si segnalanoInvento el mar (Cais), Chiquillo (Menino), scritte da Milton Nascimento insieme al grande paroliere Rolando Bastos , Dindi (Antonio Carlos Jobim), Lindeza (Caetano Veloso).

Nel 2006 è la volta di  “A Roar of Southern Clouds”, cd antologico contenente alcuni dei brani più belli della sua carriera solista compresa fra il 1995 e il 2005 pubblicato in Francia, Spagna e Italia (distribuzione Egea) dall’etichetta 0 Plus. Album consigliatissimo a chi volesse conoscere l’opera di questo grande artista. Con “Quebrado” (2008), Pedro Aznar vince in tre categorie del Premio Gardel come miglior cantante pop, produzione dell’anno e migliore ingegnere del suono. Nel cd,  che guadagna anche il disco d’oro, sono presenti composizioni originali insieme a versioni di brani di alcuni dei musicisti amati da  Pedro  fra cui Fragilidad (Fragile) di Sting , Jealous Guy di John Lennon, Tiempo sin respuesta (Time of No Reply) di Nick Drake  No es una pena? (Isn’t It a Pity?) di George Harrison. 
Nel 2009 esce “Quebrado Vivo”, album doppio registrato al Teatro Coliseo di  Buenos Aires seguito nel 2010 da “A Solas con el Mundo” . Con questo  album, registrato anch’esso dal vivo in alta definizione, vince nuovamente due premi Gardel.

Accanto alla sua discografia solista, ben dieci le colonne sonore realizzate fra il 1987 e il 2008,  decine di cd che lo vedono impegnato sia nel ruolo di produttore, sia in quello di ospite. Centinaia di concerti a fianco di grandi artisti come Mercedes Sosa, Shakira,Charlie Garcia, Maria Gadù, Suna Rocha, Aca Seca (andate ad ascoltare su You Tube la splendida As Malla), Power 3, Gabo Ferro, la cantante cubana Haydée Milanés, Kepa Junkera,Toninho Horta, Paulinho Moska.

Tantissimi riconoscimenti e premi ribadiscono il valore della sua opera abbinata a un grande impegno civile. La sua sensibilità di artista si rivela anche nelle due raccolte di poesie pubblicate per LongSeller: “Pruebas de Fuego” (1992) e “Dos pasajes a la noche” (2009).
Durante una intervista Joni Mitchell mi disse di Pat Metheny “Pat suona come un angelo”. In effetti alcuni musicisti sembrano toccati dalla grazia di Dio e, se gli angeli cantano, hanno la voce di Pedro Aznar. Ascoltando le sue interpretazioni di  Dream of Return e Sólo dios Sabe  (versione di God only knows dei Beach Boys incisa in “ Quebrado Vivo”)  si ha proprio l’impressione che la sua voce abbia qualcosa di soprannaturale.

La oramai riconosciuta statura internazionale lo porta a collaborare con alcune leggende della musica come Roger Waters con il quale realizza una canzone per la Fondazione n Alas che si occupa ti programma di alimentazione ed educazione dell’infanzia latino americana.

Ahora è l’ultimo abum di Pedro Aznar, appena pubblicato in Argentina dalla sua etichetta Tabriz Music (DBN 052185), distribuito in otto paesi e reperibile su Amazon e iTunes. L’idea di realizzare il nuovo album, con una forte impronta rock e nel quale la chitarra sia la protagonista, nasce circa un anno fa.

Ahora nasce fra giugno e luglio 2011 quando ho deciso di ritirarmi a Mar de la Pampas sulla costa della Provincia di Buenos Aires per scrivere nuovi brani. È un posto stupendo con dune di sabbia e rigogliose foreste. Ho noleggiato un piccolo studio mobile, ho portato con me un paio di chitarre il mio basso e il piano elettrico per cercare in maniera spontanea quello che in quel periodo volevo esprimere. Ho passato un mese molto produttivo e felice  anche se ho fatto una vita quasi monastica. Sveglia intorno alle sei, doccia, colazione, meditazione, una passeggiata per i boschi e per la spiaggia e, verso mezzogiorno, a registrare fino a tardi. Solo nel  week end  venivano gli amici a trovarmi. La casa aveva alcuni alberi incorporati nella sua  struttura, era un posto stupendo, vicino al mare, alcune notti  mi sono addormentato ascoltando il suono delle onde. 
(Pedro Aznar)

Panteras de polvo apre il cd con un coinvolgente  riff di chitarra elettrica e anticipa  i contenuti di questo album dalla  forte impronta rock. La chitarra, dura e raffinata al tempo stesso accompagna la voce di Aznar,  musica argentina e  rock iniziano il loro viaggio.

Profumo di anni Sessanta, Beatles, rock inglese in quella che è una delle canzoni indimenticabili del cd; Par sembra infatti uscita dalla penna di George Harrison, assolo di chitarra compreso. Pedro non ha mai fatto mistero per il suo amore per i Beatles e questo brano è un omaggio alla giovinezza, alla giovinezza del periodo rock più bello e intenso. Stupendi i cori in falsetto che introducono il solo di elettrica con slide.

Como en las tardes jugar
Cuando la vida es un aroma tibio al despertar 
Como una hogaza de pan…

Chitarra acustica e la voce di Pedro sono i protagonisti di Quiero decirte que sí caratterizzata da alcuni vocalizzi. Questo brano, cosi come Pensaba en vos, lo vede protagonista quasi in solitario con la sua acustica, in una delle tante registrazioni avvenute durante la notte.

A Mar de la Pampas ho scritto e registrato la quasi totalità delle mie parti vocali e strumentali componendo circa 16 canzoni, dalle quali ho scelto le 12 poi inserite nel cd.
Le registrazioni sono state completate in cinque sessioni al Circo Beat  nel dicembre 2011, e nel mio  studio, Marina Sound  nel febbraio di quest’anno. A queste registrazioni hanno dato il loro contributo i musicisti della mia band: Julián Semprini (batteria e chitarra), Alejandro Oliva (percussioni e chitarra baritono), Hernán Jacinto (tastiere, basso) e Coqui Rodriguez (chitarra elettrica e dobro). 
(Pedro Aznar)

In Ruina sobre ruinas la parte testuale denuncia la distruzione che incombe sulle nostre città ricoperte di “un nuovo di morte”. Il disfacimento della nostra società è sottolineato dall’ipnotico riff di chitarra e dal lavoro degli archi nei quali risuonano influenze arabe.

Sobre las ruinas de una ciudad
han construído una ciudad de ruina.
En cada esquina falta un hogar
y sobra el hambre. América Latina.

Alla fine di febbraio 2012, insieme all’ingegnere del suono Ariel Lavigna sono partito per Londra , dove ho registrato con una orchestra di ventidue  musicisti nei leggendari Abbey Road Studios. Miei gli arrangiamenti e la direzione di orchestra.
(Pedro Aznar)

L’orchestra di ventidue archi è la protagonista in Un Solo Jazmín, canzone velata di malinconia, dedicata alla madre Rosa. È questo uno dei tre brani registrati a Londra dove Pedro è voluto ritornare per ottenere quel suono speciale che gli archi hanno solo agli Abbey Road, gli studi dei Beatles.

La añoranza se torna mensaje;
la nostalgia, sangre vegetal,
como carta enviada de un viaje
para no extrañar.
Un solo jazmín
de parte de la rosa.

Climi decisamente più duri in Hydra e Ahora brano che da titolo al cd caratterizzato dall’andamento rap, hard, di protesta quasi. Riff di chitarra e batteria in primo piano.

Puedes sentir tu presencia en el ahora?
Puedes sentir tu presencia?

Eccellente la qualità delle registrazioni, come del resto avviene da anni, nella produzione dell’artista argentino.

Il lavoro è stato completato da Tony Cousins con il mastering effettuato sempre a Londra agli studi Metropolis. Per la parte grafica Alejandro Ros ha deciso di utilizzare le lettere, le diverse foto da me scattate durante il soggiorno a Mar de las Pampas, per preservare il più possibile l’atmosfera che ha avvolto questo lavoro fin dall’inizio. 
(Pedro Aznar)

Indimenticabile Cuando el amor; il toccante testo, quasi fosse una poesia di Pedro Salinas, viene cantato da Pedro Aznar con il solo accompagnamento dell’orchestra inglese. Sono momenti di grande e intensa emozione, prima che l’ultima pagina si chiuda.

Cuando se puede de veras decir te amo
cuando no es solo espejismo ni un juego al azar
y el alma pide hablar
te adoro
te adoro
Cuando el amor hace su magia
transforma por siempre el lugar del corazón
Vida que cobra vida
vida que vive por dar
eso que algunos llaman pan de eternidad
eso es querer la vida
para dos

Nella speranza che Pedro Aznar venga ad esibirsi in Italia segnaliamo l’attuale tour che partito dall’Argentina lo porterà in diversi stati del sud America. Il 28 giugno Pedro Aznar con la sua band si esibirà a Buenos Aires al Teatro Gran Rex.

(Luigi Viva)

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