Analisi/ Il testo di ‘Ti porto a cena con me’ di Giusy Ferreri, seconda canzone del Festival di Sanremo 2014

- La Redazione

Analisi del testo di ‘Ti porto a cena con me’, la canzone Giusy Ferreri, in gara tra i Big al Festival di Sanremo 2014. Si tratta di un ritorno per la vincitrice di X Factor

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Giusy Ferreri (infophoto)

Non sarà un Sanremo facile per la brava vincitrice di un X Factor, ormai sei anni fa, Giusy Ferreri, e non certo per motivi musicali. Come si sa, la cantante ha disertato le prime apparizioni promozionali lo scorso gennaio per via della grave malattia che ha colpito il padre tanto che si era detto che forse non avrebbe potuto neppure partecipare al festival vero e proprio. Ci sarà invece ed è certo un buon segno anche perché in precedenza Giusy aveva avuto anche altri problemi, come si ricorda l’operazione alle corde vocali a fine 2011 e insomma una carriera rimasta un po’ bloccata. Giusy torna così all’Ariston tre anni dopo la sua unica partecipazione. Questa volta eseguirà i brani L’amore possiede il bene e Ti porto a cena con me. Vediamo il testo di questa seconda canzone. A firmare i due pezzi Roberto Casalino, già co-autore de L’Essenziale con cui Marco Mengoni ha vinto il Festival di Sanremo dell’anno scorso insieme a D. Faino.

Ti porto a cena con me è un testo molto intenso e molto malinconico. La protagonista, una donna ovviamente, prende il coraggio di fare quello che fanno normalmente gli uomini, invita cioè una persona a cena, anzi “la porta con sé”, un’espressione molto bella che supera il banale invito a cena. Si tratta invece di condividere un momento di vita, una vita che non è del tutto felice, soprattutto il passato di lui: “Ti porto a cena con me Il tuo passato non è invitato Lascia a casa le pene Se me lo sono un po’ meritato Ti porto a cena perché Vorrei che tu mi togliessi il fiato Riaverlo indietro da te Come se fosse il mio compleanno Il mio regalo”.

È un gesto, un invito amorevole, a superare le difficoltà di una vita. Ma neanche per lei la vita è stata facile, anzi: “Avrei voluto scriverti una lettera Anche se ormai si usa poco Se fosse contagiosa la felicità Adesso è fuori moda Vorrei che tra le righe tu capissi che Che nonostante il mio sorriso Non tutto è stato semplice, ed anche se Nascondo il peggio è perché il meglio è andato via con te”. Lettere e felicità, cose passate di moda in questa era tecnologica dei rapporti usa e getta? Ma lei è pronta a pagare il conto di una relazione che evidentemente i due hanno già avuto in passato, è andata male e adesso però si potrebbe ricominciare. Con un gesto semplice: ti porto a cena con me. 

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