Analisi/ Il testo di ‘In questa città’ di Francesco Sarcina, seconda canzone del Festival di Sanremo 2014

- La Redazione

Analisi del testo di ‘In questa città’ di Francesco Sarcina. Anche la voce delle Vibrazioni partecipa al Festival di Sanremo. IlSussidiario ha analizzato la sua canzone

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Francesco Sarcina (infophoto)

Maggiormente conosciuto come il cantante delle Vibrazioni, Francesco Sarcina dopo molti anni passati nel popolare gruppo rock, tenta adesso la carta solista esordendo in questa veste al festival di Sanremo. Contemporaneamente, esce naturalmente anche il suo esordio solista, dal semplice titolo “Io”. Come sarà questa avventura dopo tanta esperienza come leader di una band? Tutta da vedere e confermare naturalmente. A Sanremo Sarcina presenta due brani come tutti i concorrenti, il primo dei quali di cui andiamo a commentare il testo si intitola In questa città. E’ una canzone d’amore arrabbiata, probabilmente influenzata dal triste e violento clima metropolitano che fa da titolo e da sfondo a un uomo che si rivolge con malumore alla sua donna: “Ma questa volta tocca a te Ad ascoltare ciò che ho da dirti ma, Non pensare che io sia uno di quelli Che vuole distrarre, Oppure peggio che non ha compassione”, già una dichiarazione di intenti. La canzone in realtà comincia con una presa di coscienza, il bisogno di fermarsi a riflettere mentre la vita cittadina scorre troppo veloce e l’ammissione di proprie colpe: “Oggi forse sto, Ad imparare un po’ di più ciò che non va, In questa testa dura che dimentica I migliori momenti, Li ricorda solo quando è tardi”. C’è la voglia di ripartire e ricominciare, “in questa città che non serve a niente”, dice. I dubbi, le paure di un rapporto a due sono affrontati con coraggio: “Tu chiamami, se vuoi, Codardo perché non ho tempo per, Rincorrerti tra le tue folli ansie, Dovute alle mancanze”. Mancanze, che poi sono il tessuto della vita di ogni uomo. Il brano è scritto interamente musica e testi da Francesco Sarcina.



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