CONSERVATORIO/ La “Buona Scuola” di Renzi si è dimenticata della Musica

- Pietro Blumetti

Ecco la “buona scuola” che ha in mente Matteo Renzi, cosa cambierà? Secondo PIETRO BLUMETTI poco ma soprattutto ancora una volta le scuole musicali e i conservatori sono stati dimenticati

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Maturità 2016 (infophoto)

Centotrentasei! Questo è il numero delle pagine utilizzate per illustrare e sponsorizzare la futura “Buona Scuola” del governo Renzi; non esattamente un chiaro esempio della “nuova” Politica del FARE… finalmente diversa dalle precedenti, basate sulle chiacchiere del FAREMO.

Peccato, perché l’Italia ha assoluta necessità di una politica veramente nuova, che voglia e sappia “parlare” esclusivamente attraverso la sua reale azione politica; dovrebbe esser a tutti chiaro come ormai le uniche parole pronunciate dai politici degne di credibilità, rispetto ed attenzione, sarebbero quelle destinate a illustrare e commentare atti normativi (partendo dalle Leggi fino ad arrivare alle Circolari ministeriali applicative); atti che, in virtù di una scrittura logica e chiara, fossero l’oggettiva espressione della sincera volontà e della capacità di migliorare le cose.

Come musicista, docente e professionista da molti anni impegnato nel promuovere e sostenere quella che ritengo sarebbe una valida Riforma degli Studi Musicali, devo sottolineare un fatto molto grave: anche questa futura “Buona Scuola” si è totalmente dimenticata della Riforma degli Studi Musicali. Nelle suddette 136 pagine è inutile cercare quanto riguardi l’Indirizzo Musicale, la Disciplina “Strumento Musicale”, il Liceo Musicale, la Riforma dei Conservatori, gli assurdi Corsi Pre-accademici relativi alla Formazione di Base (che per legge dovrebbe essere estromessa da tali Istituti, divenuti da molti anni esclusivamente “universitari”): di tutto questo non c’è alcuna traccia!

Tale “dimenticanza” risulta sorprendente anche in considerazione delle tante belle parole che proprio il Ministro dell’istruzione Giannini ha recentemente riservato all’importanza della Cultura Musicale e alla necessità di inserire gli Studi Musicali nel normale curriculum scolastico, per rimediare a quanto nel merito non è stato fatto fino ad ora; ed è una “dimenticanza” particolarmente grave perché sono quindici anni che la Politica “si dimentica” di dare applicazione a quanto chiaramente disposto dalle due fondamentali leggi ispiratrici della suddetta Riforma (la l. 508/99, di Riforma dei Conservatori, e la l. 124/99, che ha ricondotto in Ordinamento l’Indirizzo Musicale e istituito la Disciplina di “Strumento Musicale” come materia curricolare nella scuola Secondaria); una Riforma che, per avere valore e senso, proprio sul consolidamento e sulla giusta diffusione dell’Indirizzo Musicale nella scuola Secondaria (Medie e Superiori) avrebbe dovuto, e ora dovrà, essere costruita.

Non si può più aspettare, non c’è più tempo: per far risorgere la Cultura Musicale in Italia e offrire tutte le nuove importanti opportunità di sviluppo sociale ed economico che la diffusione della Cultura musicale genera ed alimenta, bisogna agire ora, FACENDO le poche cose che veramente servono; quelle che ciclicamente, attraverso dettagliati e circostanziati Documenti, sono già state suggerite e portate all’attenzione della Politica; istanze che si sono perfino preoccupate di dimostrare (si veda il Progetto del CODIM per l’istituzione dei Licei Musicali!) come sarebbero relativamente modesti, sostenibili e doverosi i costi relativi alla predetta diffusione ed al consolidamento degli Studi Musicali nella scuola secondaria.

Sperando che sia seria e sincera questa “sponsorizzata” disponibilità ad ascoltare, inviterei a considerare con attenzione quanto suggerito in tali documenti (molti pubblicati su questo quotidiano on-line), partendo da un recentissimo mio articolo, indirizzato proprio all’attenzione del Ministro Giannini, intitolato: “Caro Ministro Giannini…a lle parole faccia seguire i fatti!”; titolo che resta quanto mai attuale e pertinente, visto e considerato che, è il caso di ribadirlo, nella “Buona Scuola” targata Renzi di quanto necessario in merito alla tanto attesa Riforma degli Studi musicali non c’è traccia.

All’interno di tale generale oblio del problema “Musica nella scuola” è logico come non possano non apparire sterili e assolutamente prive di credibilità le pochissime isolate parole, presenti al Punto 9 – “CULTURA IN CORPORE SANO”, relative all’inserimento della Musica nell’ultimo biennio della scuola Primaria (nel merito, per la verità, esiste già una specifica norma – DM 8/2011- che attende di trovare una pur minima degna applicazione). Certo, si tratta di una cosa giustissima, ma assolutamente priva di senso, se non sia parte di un logico organico percorso di Studi musicali che attraversi la scuola Secondaria di I e II grado, in giusta percentuale obbligatoriamente, preparando l’eventuale sua prosecuzioni a livello “universitario” nel Conservatori riformati.

Non è certo necessario essere musicisti per rendersi conto di come, nell’attuale società dominata da Apparenza e Superficialità, che vede i nostri ragazzi sempre di più prigionieri, “schiavi” di irresistibili media (tanto accattivanti quanto onnipresenti ed alienanti), non potrà esistere una “Buona Scuola” che non contempli al suo interno anche quanto relativo al compimento della suddetta Riforma degli Studi Musicali; una Riforma generata dalla piena consapevolezza di come tali Studi nella scuola dell’obbligo non siano certo direttamente finalizzati alla formazione del futuro musicista, ma costituiscano un qualcosa di prezioso nel contribuire alla formazione globale della persona, attraverso lo sviluppo di tutte le sue potenzialità; mirando a rendere migliore la vita di ogni cittadino.

Credo sia sufficiente quanto sin qui argomentato per esprimere e denunciare il profondo divario che continua a esistere tra il “dire” e il “fare” (tra “farò” e “ho fatto”) della Politica; non sarebbe neppure necessario evidenziarlo ulteriormente, “rinfacciando” a questo governo la responsabilità sostanziale dei diversi “arbitrari” atti amministrativi con cui, anche quest’anno, alcuni Provveditorati agli Studi (oggi rinominati ATP) non solo negano la doverosa apertura di nuovi Corsi ad IM (negando il diritto agli Studi Musicali che la normativa vigente invece riconosce per una percentuale dei ragazzi– una sezione-) ma tagliano molte cattedre di Strumento Musicale già esistenti in organico di diritto; drammatica è infatti la situazione che si sta vivendo oggi in Calabria, dove decine di famiglie, insieme a tanti sconcertati docenti, stanno battendosi con tutte le loro forze per difendere il diritto di centinaia di ragazzi a continuare a studiare il loro Strumento nei Corsi ad Indirizzo Musicale (Corsi oggetto dei suddetti ingiustificabili tagli di organico operati dall’ATP di Crotone).

Ministro Renzi, in conclusione, ascolti le istanze di chi da sempre studia, ama e insegna la Musica! “Parli” con FATTI che conferiscano senso e valore alle “belle parole” sull’importanza della Musica e sull’inserimento degli Studi Musicali nella scuola italiana: dia finalmente applicazione alle citate fondamentali due leggi relative alla Riforma degli Studi Musicali, togliendo completamente la Formazione di Base dai Conservatori (l. 508/99) e affidando tale Formazione ai Corsi ad Indirizzo Musicale (l. 124/99), consolidando e diffondendo uniformemente sul territorio nazionale quelli nella scuola Media (…ancora del tutto facoltativi) e istituendo veramente un giusto numero di Licei ad Indirizzo Musicale, proporzionato a quello delle scuole Medie ad IM.

Se farà questo avrà certamente contribuito a costruire una… “Buona Scuola”. 

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