Analisi / Testo canzone di Chiara Galiazzo “Straordinario”, Festival di Sanremo 2015

- Riro Maniscalco

Chiara Galiazzo, l’analisi del testo di “Straordinario”, la sua canzone per questo Festival di Sanremo 2015. RIRO MANISCALCO commenta e analizza il testo del brano della cantante.

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Annalisa Scarrone

Torna al Festival di Sanremo per il secondo anno di fila, Chiara Galiazzo cerca il suo rilancio artistico e lo fa presentando la canzone “Straordinario”. Il brano si apre con una bellissima domanda: “Mi chiedo spesso se tu sei felice come me”. Noi non sapremo mai che cosa avesse in mente chi ha scritto le cose. E chissà, magari non ha neanche capito quel che stava scrivendo, perso nel rincorrersi delle parole. Pero’ noi ascoltiamo, e siamo liberi di capire e trattenere quel che vogliamo. E questa, let me tell you again, è proprio una bella domanda, è proprio un bel modo di porsi davanti alla persona amata. Perche’ di solito uno chiede “ma tu mi vuoi bene?”. Uno chiede perche’ vuole per sé, vorrebbe avere la certezza di possedere. Ma chiedersi, neanche chiedere, porsi la domanda rispetto alla felicita’ altrui è proprio bello, semplice e giusto. Ecco, per me la canzone potrebbe finire qui, avrei già portato a casa qualcosa. Solo che la canzone è appena iniziata. Dice: (mi chiedo) “Se poi ti basta quello che ci unisce, un po’ d’amore e poche regole” – cioè se ti basta la quotidianità dello stare insieme, ad una virgola dalla routine. La banalità che tutto appiattisce ci aspetta sempre dietro l’angolo…ma c’è sempre un cielo sopra di noi a riaprire l’orizzonte e farci respirare…“Mi chiedi spesso di chi sono quegli occhi che ci guardano. Io ti rispondo sono stelle ma tu non ci credi neanche un po’”. E fai bene a non crederci, le stelle non guardano mica … Just kiddin’. Chiaro che ad un certo punto tocca finire nell’allegoria, con il rischio di buttare un po’ di parole a casaccio. E sull’impervia strada dell’allegoria si avventura anche il ritornello, sempre però seguendo la traccia delle stelle: “Allora saliremo sopra il cielo a piedi nudi, mano nella mano. Andiamo dritti fino al paradiso, un po’ più su dove tutto intorno esplode l’universo”. E vabbè, l’eternità e l’infinito ci stanno sempre, nessuno è fatto per un di meno. Questo però è vero: “e io Che vedo solo il tuo sorriso che fa sembrare tutto straordinario come te”. Quando si è innamorati è così. Quello sguardo, quel sorriso trasfigurano tutta la realtà. Da qui in poi, poco d’altro, tanto per arrivare alla fine del brano, annunciando un finale “straordinario”, che poi sarebbe il compimento di questa storia d’amore, fra mani che si tengono forte, sguardi che danno colore e sapore a tutto e camminate verso le stelle. Ma io mi sarei fermato al primo verso.



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