Analisi / Testo canzone di Il Volo ‘Grande amore’, Festival di Sanremo 2015

- Gianfranco Lauretano

Il Volo, l’analisi del testo di “Grande amore“, la loro canzone per questo Festival di Sanremo 2015. Il commento di GIANFRANCO LAURETANO al brano in gara sul palco dell’Ariston

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Il Volo

Esiste una filiera di cantanti che trasmettono un’immagine molto precisa, ad maggior uso del pubblico straniero che quello italiano. Questi cantanti appartengono a un genere che si può definire “Pop lirico”, e i nomi internazionalmente più conosciuti sono quelli di Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli, soprattutto quando presentano spettacoli (era una specialità particolarmente di Pavarotti) in cui canzoni e ospiti pop si uniscono in concerti ed eventi, mescolando canzoni moderne, tradizionali e (facili) brani di musica lirica. È un po’ l’idea che hanno all’estero, soprattutto nel Nordeuropa e in America, della musica e dei cantanti d’Italia, che per il pubblico di quei paesi, spesso abitati da numerose comunità di immigrati italiani storici, è evidentemente una nazione di tenori e soprani che vanno in giro tutto il giorno a canticchiare Verdi, Rossini o “Torna a Surriento”. New entry di questa filiera sono tre ragazzi, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, che formano il gruppo chiamato “Il volo”, assai bene amministrato dal punto di vista dell’immagine. Che siano un pacchetto pronto per soddisfare a una precisa richiesta di mercato, il cliché melodico italiano così come se l’immagina un certo pubblico straniero, lo dimostra la loro carriera, che si è svolta soprattutto all’estero, nel Stati Uniti in primis (il loro profilo RAI informa che sono i “primi italiani nella storia a sottoscrivere un  contratto con una major americana, la , etichetta del gruppo Universal America”), dove hanno partecipato a concerti in partnership con fior fiore di cantanti storici (elenco troppo lungo; ricordo Quincy Jones, Barbra Steisand, Celine Dion…), ai maggiori talk show, a “grammy” di vario titolo, uscendone sempre con nomination se non vittorie. Ora il gruppo rientra vincitore in Italia come Giulio Cesare dalla Gallia e torna a Sanremo, dove aveva cantato come super-ospite in onore della regina di Giordania, a rimarcare il gradimento estero dei tre ragazzi. La canzone che presentano, “Grande amore”, è perfetta per il genere. È una dichiarazione d’amore tipicissima, fatta a occhi chiusi (“gli occhi e penso a lei / il profumo dolce della pelle sua”), per un amore che a un certo punto scoppia e si desidera urlare (“più timore te lo voglio urlare questo grande amore”), esclusivo (“perché quando penso, penso solo a te / perché quando vedo, vedo solo te / perché quando credo, credo solo in te grande amore”) e, naturalmente, eterno (“che mai / non mi lascerai mai /dimmi chi sei / dei giorni miei d’amore / che sai / solo me sceglierai / lo sai / sei il mio unico grande amore”). Insomma tutto l’armamentario d’amore che più abituale non si può. Evidentemente si punta tutto sulla melodia, sulla voce dei tre ragazzi, che è davvero notevole e che fa pensare che chi ha preparato il loro pacchetto di immagine ha anche considerato che per sfondare all’estero l’ingrediente della bella voce e dell’intonazione serve a qualcosa (elemento non scontato nei cantanti italiani), e anche sulla loro giovinezza e simpatia che, assieme al fatto che si tratta di un trio, può aiutare a rinnovare la filiera pop-lirica italiana.



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