Alessandra Amoroso denunciata?/ L’Ater di Roma le chiede 3.500 euro, ecco i dettagli

- Hedda Hopper

Alessandra Amoroso denunciata? Sembra che per il suo video Fidati ancora per me non aveva chiesto l’autorizzazione per usare la location e l’Ater di Roma le chiede 3.500 euro

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L'Oroscopo 2018 di Paolo Fox, Leone segno di Alessandra Amoroso

Alessandra Amoroso è finita nei guai per via di una questione di mancati permessi e richieste? Così sembra. Nelle ultime ore la denuncia del fattaccio è arrivata dall’edizione romana de Il Corriere della Sera che riporta i dettagli della spinosa questione che potrebbe portare la cantante pugliese a versare 3.500 euro nelle casse dell’Ater di Roma. Chi segue l’ex ugola d’oro di Amici sa bene che per il video di Fidati ancora di me, Alessandra Amoroso e il suo entourage hanno scelto i palazzi Ater di Tor Marancia con i murales del progetto Big City Life come location. Proprio questo potrebbe costare caro all’artista pugliese che, a quanto pare, non aveva i permessi necessari per usare la location per il suo video. A denunciare il fatto è stata proprio l’azienda per l’Edilizia Residenziale pubblica che, sembra, ha fatto causa alla cantante.

ALESSANDRA AMOROSO NEI GUAI TRA PERMESSI E LOCATION “ABUSIVE”

L’ATER HA DENUNCIATO LA CANTANTE PUGLIESE

Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, il 4 luglio scorso l’Ater ha presentato denuncia contro Alessandra Amoroso che non ha né pagato il canone d’affitto né richiesto un’autorizzazione per poter usufruire dello spazio. In particolare, sembra che il direttore generale dell’Ater, Franco Mazzetto, abbia presentato una denuncia-querela in procura parlando di “un danno patrimoniale e gli estremi del reato di invasione di edifici peraltro nella forma perseguibile d’ufficio trattandosi di edilizia residenziale appartenente ad un ente pubblico”. Secondo l’articolo, la BMovie Italia srl aveva chiesto autorizzazione ad usare la location ottenendo un sì come risposta in cambio di una cauzione di 2.500 euro e di seguie l’iter pagando il canone previsto ovvero 1000 euro al giorno. Alla fine l’Ater ricevette una risposta negativa dalla società e questo lasciò pensare ad una rinuncia definitiva. Cosa è successo in seguito? Lo scopriremo solo a processo compiuto.



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