ZUCCHERO/ A Sanremo arrivai penultimo in classifica ma ho venduto 60 milioni di dischi

- Paolo Vites

Zucchero racconta i suoi retroscena al festival di Sanremo quando arrivò ventunesimo su ventidue: quello dopo di lui, l’ultimo, era Vasco Rossi. Ecco come il festival non serve a niente

zucchero2017
Zucchero

Cinque milioni delle vecchie lire per mantenere la famiglia: non è la storia di un barbone disoccupato, il protagonista è infatti quello che oggi è uno dei musicisti più ricchi e famosi al mondo, Zucchero. Ma prima di arrivare a tanto, il cantante emiliano ha dovuto faticare parecchio, anche rischiare di essere eliminato dal festival di Sanremo dove si esibì con un berettino sponsorizzato per intascare quei soldi di cui aveva estrema necessità, con il nome della ditta che lo produceva. Pubblicità, vietatissima al festival, ma il giovane Zucchero era un furbetto. Si fece produrre due berrettini, uno senza il nome dell’azienda che indossò durante le prove, e uno con il marchio che tirò fuori quando si esibì in diretta. “Ero stressatissimo ma continuavo a ripetermi: non possono mica interrompere la diretta tv perché ho un marchio sul berretto. Mi fecero un discreto mazzo, ma la passai liscia” racconta ill cantante in una intervista pubblicata da Panorama. Zucchero a Sanremo ha partecipato tre volte, sempre con risultati disastrosi: quando cantò la bella Donne, riuscì ad arrivare ventunesimo su ventidue. La dimostrazione che Sanremo non serve a niente? 

Anche Vasco andò e riuscì ad arrivare ultimo con la bellissima Vita spericolata, i Jalisse invece hanno vinto e non hanno venduto un disco. Tra l’altro Vasco e Zucchero correvano tutti e due in quel Sanremo 1985: Zucchero penultimo, Vasco ultimo. Critici di gran gusto quell’anno. “Ma dove vuole andare uno che si chiama Zucchero e canta canzoni sdolcinate?” scrisse un giornalista. “Era il 1985, la casa discografica ci credeva io pure, tutti avevano grandi aspettative. Poi la doccia fredda. In pochi istanti ci fu il fuggi fuggi dal mio camerino. Nessuno mi voleva, nemmeno a cena. Rimasi da solo con il mio magone e a convinzione che fosse finita” racconta. Invece da quel giorno la ruota ha girato, le radio lo hanno apprezzato e ha venduto 60 milioni di dischi e ha cantato con le più grandi star di tutto il  mondo, da Miles Davis a Eric Clapton, dagli U2 a Joe Cocker. Adesso torna in tour, dal 26 febbraio cominciando dal’Arena Spettacoli di Padova al 13 marzo all’Unipol arena di Bologna. Dieci date in tutto, per divertirsi come sempre. Ma niente berettino con lo sponsor questa volta, non ne ha proprio bisogno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori