MYANMAR/ “Perché Italia e Francia vendono aerei ai militari birmani assassini?”

- int. Cecilia Brighi

Fosse comuni che contengono decine di civili massacrati dai militari golpisti in Myanmar, mentre si continua a fare affari con loro

Myanmar
Proteste e arresti in Birmania (LaPresse)

Un servizio a cura della Bbc ha permesso di vedere solo in parte l’orrore della brutalità con cui la giunta militare birmana conduce la repressione nei confronti degli oppositori al colpo di Stato del primo febbraio scorso. La televisione inglese ha ottenuto immagini di fosse comuni dove si trovano i corpi di almeno 40 uomini uccisi dai soldati. Nelle immagini testimoni oculari della strage parlano di torture e violenze nei confronti degli uomini del villaggio di Kani Township, un comune nella zona dove l’opposizione ha diversi gruppi armati, picchiati per ore con sassi e calci dei fucili e poi uccisi.

Cecilia Brighi, segretario generale di Italia-Birmania Insieme e membro del comitato etico di Etica Sgr da noi intervistata, ci dice che questi episodi accadono di continuo, anche adesso: “Le torture e le uccisioni si susseguono continuamente in Birmania, la cosa che ci lascia allibiti è il silenzio dell’occidente e del nostro paese. Lo scorso ottobre abbiamo rivolto un’interrogazione parlamentare rimasta senza alcuna risposta”. Non solo: in Birmania, ci ha detto ancora, continuano a lavorare molte grosse aziende occidentali come la Lidl, “nonostante la giunta abbia sospeso ogni diritto sindacale. La cosa più grave però è la vendita di aerei da parte del gruppo italo-francese Airbus e Leonardo Corporation che di fatto aggira le sanzioni che vietano di vendere armi alla giunta militare birmana”. Non si sa al momento se questi aerei vengano usati per scopi militari quali il trasporto di truppe, ma si sa che già in passato aerei civili erano stati convertiti per uso militare.

L’inchiesta della Bbc ha portato alla luce gli orrori della repressione militare in Myanmar, di cui avevamo solo sentito parlare attraverso le poche testimonianze che giungono in occidente. La situazione è così grave?

Torture e uccisioni si susseguono in tutto il paese nel silenzio totale della comunità internazionale e anche dell’Italia. Come associazione Italia-Birmania Insieme abbiamo fatto una proposta al Parlamento italiano per prendere misure, ma da ottobre stiamo ancora aspettando risposta.

Per quale motivo questo silenzio secondo lei?

Va detto che il Parlamento europeo il 7 ottobre ha approvato una risoluzione molto importante in cui si chiede di attivarsi per ulteriori sanzioni molto precise, come il blocco di tutte le banche legate alla giunta e a personaggi determinati. Adesso con il passaggio alla Cambogia della presidenza dell’Associazione delle nazioni del sudest asiatico (Asean), i militari cercheranno di aumentare ancora la repressione.

I filmati diffusi dalla Bbc risalgono allo scorso luglio. Com’è la situazione adesso?

Proprio pochi giorni fa l’esercito ha effettuato un attacco nello stato del Karem, dove si trova una buona parte degli oppositori, al confine con la Thailandia. Hanno utilizzato l’artiglieria pesante con l’obbiettivo di catturarli, più di 5mila persone sono fuggite in Thailandia.

Esiste quindi una resistenza armata?

Sì, ci sono gruppi che fanno capo al Governo di unità nazionale e milizie etniche che da sempre combattono lo Stato centrale birmano, adesso ancora di più. Gli oppositori hanno fatto prigionieri undici soldati dell’esercito, ma hanno chiesto di ridarli indietro, perché avere prigionieri dei soldati è molto pericoloso.

È stato fatto uno scambio?

No, l’esercito ha detto che non gli interessa averli indietro. Questo per dire come non interessi loro neppure la vita dei soldati. Adesso tramite la Croce rossa internazionale si sta cercando di risolvere la cosa.

È vero che la giunta impedisce alla popolazione l’accesso alle cure mediche?

Assolutamente sì. Hanno bruciato gli aiuti umanitari, queste persone sono autentici criminali che perpetrano un genocidio. Ci chiediamo come mai l’Unione Europea non faccia di più.

Forse perché c’è di mezzo la Cina?

Le motivazioni sono le più disparate. La cosa più grave è che i grandi brand europei ancora producono in Birmania. Parliamo di grandi gruppi commerciali come Lidl, ma nessuno dice delle condizioni delle operaie del settore abbigliamento che lavorano in stato di schiavitù. Come può un’azienda europea parlare di rispetto dei diritti fondamentali quando permette di produrre in Birmania? Ma la cosa più grave per la quale abbiamo scritto al nostro ministro degli Esteri chiedendo spiegazioni è stata la vendita recentemente di due Atr-72 600 prodotti in Francia da Atr insieme all’italiana Leonardo, e un Eurocopter, prodotto in Francia da Airbus la cui sede ufficiale è nei Paesi Bassi.

Non è stato vietato da sanzioni internazionali la vendita di ogni arma alla giunta birmana?

Certo; ovviamente la vendita non è stata fatta direttamente alla giunta, ma con triangolazioni varie. Al momento non è ancora ufficialmente dimostrato che i golpisti usino gli aerei per scopi militari; potrebbero, ad esempio, essere destinati al trasporto di passeggeri, ma il solo fatto che tale fornitura sia nelle mani della giunta militare in Birmania è di per sé grave.

Aung San Suu Kyi è stata condannata a quattro anni di carcere, cosa si sa di lei?

La condanna è solo l’inizio di un ulteriore processo per violazione dei segreti di Stato, rischia vent’anni di carcere. Il settore giudiziario è totalmente in mano ai militari. Come può un testimone recarsi in tribunale in difesa degli oppositori quando ci trova soldati con le armi spiegate pronti ad arrestarli se solo osano difendere qualcuno?

(Paolo Vites) 

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