Nada Cella, la mamma Silvana: “Non perdono chi l’ha uccisa”/ “Deve pagare”

- Alessandro Nidi

Nada Cella, la madre Silvana torna a parlare del delitto della figlia: “Comunque vada, nessuno me la ridarà indietro. Ho vissuto in galera”

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Silvana, mamma di Nada Cella (Ore 14, 2021)

La mamma di Nada Cella, la signora Silvana, ha commentato il delitto nel quale perse la vita sua figlia. L’ha fatto davanti alle telecamere di “Ore 14”, trasmissione di Rai Due condotta da Milo Infante e andata in onda nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 novembre 2021, dichiarando quanto segue: “Mia figlia era una ragazza semplice, era una ragazza come tante. Era una brava ragazza, non lo dico perché era mia figlia. Le speranze sono sempre le stesse: voglio arrivare alla verità e sapere chi mi ha rovinato la vita”.

Non si arrende Silvana, lotta per conoscere cosa realmente accadde alla sua Nada: “Ho sempre chiesto giustizia, ma io uscirò comunque sconfitta da questa lunga storia, perché mia figlia non me la ridarà più nessuno. Voglio sapere chi è stato ad ammazzarla e voglio sapere perché ha fatto questa cosa, con la speranza, forse, di trovare un po’ di pace”.

SILVANA, MAMMA DI NADA CELLA: “SPERO CHE CHI L’HA UCCISA SOFFRA COME HO SOFFERTO IO IN TUTTI QUESTI ANNI”

Nel prosieguo del servizio mandato in onda durante “Ore 14”, la mamma di Nada Cella ha poi commentato le indiscrezioni circa Annalucia Cecere: “Indagare una persona per delitto è una cosa molto pesante. Ci saranno allora delle prove che portano a sostenere questo. Non capisco perché qualcuno, però, non abbia collaborato con noi. Mi riferisco a Marco Soracco, che a quanto pare ha coperto la Cecere”.

Un profilo, quello di quest’ultima, che sembra non convincere troppo la donna, come peraltro afferma lei stessa successivamente: “Io ho i miei dubbi e il cuore di mamma mi dice che deve pagare anche lei. Sarò cattiva a dire queste cose, ma non riuscirei a perdonarla. Lei o chiunque sia stato a uccidere Nada. Vorrei che il colpevole o la colpevole passasse un po’ di quei giorni che ho passato io in tutti questi 25 anni. Comunque andrà, lui o lei ha vissuto, io non ho vissuto: sono stata in prigione, sono stata in galera, io. Per tutta la vita”.







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