NADEF, OK DA CDM/ Pil +6%, deficit giù, +18 mld Manovra. Dl ‘salva’ referendum e Irap

- Niccolò Magnani

Governo Draghi approva in CdM la Nadef e il Decreto proroga referendum, Irap e assegno unico. Slittano fisco e catasto, +18 miliardi in più in Manovra: tutte le novità

sondaggi politici
Mario Draghi e Daniele Franco in Cabina di regia (LaPresse)

VIA LIBERA IN CDM ALLA NADEF

Doppio semaforo verde in CdM per la Nadef e per il Decreto legge ‘salva’ referendum, Irap, assegno unico, anche se la Lega – spiegano fonti di Governo dell’ANSA – non ha partecipato al voto sulla proroga delle firme digitali per il referendum sulla cannabis e l’abolizione del Green Pass non condividendone la scelta. Secondo quanto trapelato, i Ministri in quota Lega (Giorgetti, Garavaglia, Stefani) avrebbero manifestato diverse perplessità per prorogare il termine per la presentazione delle firme fino al 31 ottobre 2021.

Tutto a posto invece sul fronte economico-fiscale, con l’approvazione della Nadef che inquadra lo sviluppo prossimo della Manovra di Bilancio: nel 2021 il Pil italiano si attesterà a +6% e nel 2022 segnerà un +4,7% programmatico. «Il più alto livello di Pil e il minor deficit fanno anche sì che il rapporto tra debito pubblico e prodotto non salga ulteriormente quest’anno, come previsto nel Def, ma scenda invece al 153,5 per cento, dal 155,6 per cento nel 2020», si legge nella bozza della Nadef (visionata dall’ANSA) approvata in Consiglio dei Ministri. Il debito continua la sua discesa anche nei prossimi anni, con il deficit italiano che torna sotto quota 10% (9,4% l’indebitamento netto), nel 2022 sarà al 5,6%, per scendere poi al 3,9% nel 2023 e avvicinarsi al 3% nel 2024. Ancora dal CdM trapela il focus sul fronte fiscale, «Gli interventi di politica fiscale che il governo intende adottare determinano un rafforzamento della dinamica espansiva del Pil nell’anno in corso e nel successivo. Rilevano in particolare la conferma delle politiche invariate e il rinnovo di interventi in favore delle Pmi e per la promozione dell’efficientamento energetico e dell’innovazione. Si avvia inoltre la prima fase della riforma dell’Irpef e degli ammortizzatori sociali e si prevede che l’assegno unico universale per i figli sia messo a regime». A partire dal 2024, la politica di bilancio mirerà a ridurre il deficit strutturale e a ricondurre il rapporto debito/PIL intorno al livello precrisi entro il 2030: sul fronte riforme, il CdM ha convenuto che «Tra le riforme abilitanti del Pnrr il Governo si è impegnato a presentare, con cadenza annuale, la legge per la concorrenza. Quella per l’anno 2021, verrà presentata al Parlamento entro fine anno e approvata definitivamente nel 2022».

ECCO LA NADEF

Nel Consiglio dei Ministri convocato stamane dal Governo Draghi si discute principalmente di due punti cardine all’ordine del giorno, per una volta senza questioni legate al Covid-19: in CdM è stata presentata la Nadef (Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza) e inoltre verrà varato un decreto legge con norme di proroga per giustizia, referendum, assegno unico familiare e Irap.

Inizia a delinearsi il nuovo quadro macro-economico che coinvolgerà l’Italia nei mesi decisivi dell’autunno-inverno, quando cioè scatteranno i primi veri piani del PNRR oltre alla Manovra di Bilancio e la riforma fiscale. Il buon andamento della ripresa economica porta il Governo ad osare più di quanto si potesse immaginare: tra il 2022 e il 2024, ha spiegato il Ministro dell’Economia Daniele Franco ieri in Cabina di regia a Palazzo Chigi, ci sarebbero margini per 1 punto di Pil l’anno per nuovi interventi, circa 18 miliardi in Manovra in più all’anno. La crescita del Prodotto Interno Lordo quest’anno sale rispetto alle attese del +6% (contro un obiettivo iniziale del 4,5%), mentre il debito pubblico cala del 9,5% (contro l’11,8% calcolato in aprile)

LE NOVITÀ IN VISTA DELLA MANOVRA

Nella Nadef il Governo si dice pronto a rinnovare diversi strumenti per combattere la crisi e la stagnazione economica del periodo Covid, anche se per i dettagli si riserva il varo della Manovra di Bilancio (entro il 20 ottobre atteso l’invio in Parlamento, ndr). È stata convocata oggi pomeriggio alle ore 16 la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il Premier Draghi e il Ministro MEF Franco per presentare la Nadef e le prossime scadenze economico-fiscali in vista della Manovra. Tra queste, dovrebbe vedersi il rinnovo del Superbonus casa fino al 2023: la proroga dovrebbe poi essere inserita a livello strutturale in Finanziaria accontentando le richieste dei partiti che premevano per un rinnovo a pieno regime. Slittano invece a dopo le Elezioni Amministrative i “nodi” della legge delega fiscale con annessa riforma del catasto (che invece tanto fa discutere specie in area Centrodestra, contrari assolutamente ad un rialzo delle tasse sul settore casa): discussioni restano sul ddl salario minimo, sul rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza e sulla possibilità di una rottamazione quater delle cartelle esattoriali per venire incontro a chi più duramente è stato colpito dall’emergenza Covid (così come la nuova Cig, però, si dovrà attendere la Manovra per i principali dettagli).

DECRETO PROROGHE IN CDM: LE NOVITÀ

In Cdm, oltre alla Nadef, viene varato un nuovo decreto legge che si concentra su importanti proroghe urgenti: un mese in più per le domande retroattive sull’assegno unico familiare (poi inserito a livello strutturale nella prossima Manovra, ndr), ma verranno forniti anche nuovi tempi supplementari per le imprese che devono pagare l’Irap sospesa nel 2020 dopo aver superato i limiti Ue sugli aiuti di Stato. Infine, è previsto sempre nel dl in discussione nel Consiglio dei Ministri, un intervento per consentire ai Comuni di certificare le firme digitali raccolte per il referendum sulla cannabis: viene data una proroga di 30 giorni per la presentazione delle firme, coinvolgendo non solo il referendum cannabis ma anche quello potenziale sull’abolizione del Green Pass. «Con la decisione di disporre una proroga in materia di referendum, il governo si fa carico di un’esigenza chiesta dal Parlamento e compie una scelta di civiltà, ponendo un rimedio ai ritardi dei comuni nel rilascio dei certificati elettorali di chi ha sostenuto alcune richieste di referendum, tra cui quello per la depenalizzazione della coltivazione della cannabis», ha spiegato stamane Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera (in quota M5s).



© RIPRODUZIONE RISERVATA