Nadia Toffa, Alessandro Milan la ricorda/ “Mi vengono i brividi se penso che lei…”

- Silvana Palazzo

Nadia Toffa, il ricordo di Alessandro Milan sul settimanale Oggi: “Mi vengono i brividi se penso che lei…”. Il retroscena sulla giornalista…

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Verissimo - Nadia Toffa

“Una bresciana tosta che non si arrende mai”, così Alessandro Milan aveva ricordato nei giorni scorsi Nadia Toffa. Il giornalista di Radio24, marito di Francesca “Wondy” Del Rosso, è tornato a farlo anche attraverso le pagine del settimanale “Oggi”. «Era rimasta colpita dalla storia di Francesca. E Francesca, con i suoi soliti modi vulcanici, l’aveva trasformata in una vera amica». Alessandro Milan conosceva da tempo Nadia Toffa. Incontratisi per lavoro, avevano consolidato la loro amicizia. Ad esempio, la giornalista bresciana era andata all’ultima cena dell’assunzione “Wondy sono io”, circa sei mesi fa, anche se stava male. Al settimanale Milan ha svelato un aneddoto che lo ha colpito: riguarda l’invito alla presentazione del libro “Mi vivi dentro”. Aveva avuto quel malore da cui scoprì di avere il cancro, ma non aveva ancora detto nulla pubblicamente. «Lei venne lo stesso. Io non sapevo che aveva scoperto di avere il cancro. Se ci penso oggi mi vengono i brividi».

NADIA TOFFA, IL RICORDO DI ALESSANDRO MILAN

Nei ricordi di Nadia Toffa c’è anche – e purtroppo – la polemica per la questione del cancro come “dono”. Alessandro Milan contesta questa interpretazione, ritenendola errata. «Credo che sia stata fraintesa. Nadia non ha mai detto che il cancro è un dono. Ha detto che è una sfiga, ma che avrebbe cercato di trasformarlo in un dono. Il che vuol dire tentare di vivere al meglio finché si è vivi». La stessa cosa ha fatto la moglie Francesca. Del resto erano simili. «Nadia era come lei: con una capacità di aggredire la vita, una vitalità da far invidia, se solo si potesse dire una cosa del genere». Ma Alessandro Milan ha commentato anche la decisione di Nadia Toffa, come quella di sua moglie, di raccontare il cancro. «Hanno creduto che condividere potesse aiutare. Le persone mi fermano per dirmi quanto la decisione di Francesca di parlare della malattia e della chemio li abbia aiutati: ha infranto il muro della solitudine, che era forse una delle sofferenze più assurde, aggiuntive, imposte ai malati».



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