Aggressione Nancy Kerrigan, Tonya Harding mandante?/ Gamba spezzata con spranga di ferro

- Emanuele Ambrosio

Nancy Kerrigan e l’aggressione: Tonya Harding mandante? il 6 gennaio 1994 la pattinatrice viene aggredita da uno sconosciuto che le rompe una gamba. Tonya squalificata a vita

Nancy Kerrigan e Tonya Harding

Nancy Kerrigan, l’aggressione subita: gamba spezzata a colpi di sbarra di ferro. Tonya Harding accusata di essere la mandante

Nancy Kerrigan e la terribile aggressione subita il 6 gennaio 1994. La pattinatrice Nancy Kerrigan improvvisamente viene colpita alle spalle da uno sconosciuto che le spezza una gamba colpendola ripetutamente con una sbarra di ferro sul ginocchio destro. Un’aggressione che costa la partecipazione alle gara delle Olimpiadi di Lillehammer che viene vinta dalla “rivale” Tonya Harding. Questo evento ha segnato la vita della pattinatrice di Portland che viene accusata di essere stata la mandante di questa aggressione. Le indagini svolte dall’FBI, infatti, scopriranno che a compiere questa folle gesto è stato Shawn Eckardt, un uomo pagato ed assunto da Jeff Gillooly che in quegli anni era il marito di Tonya. La campionessa di pattinaggio fu così accusata, non tanto di aver organizzato il tutto, ma di esserne a conoscenza e di non aver mosso un dito per avvisare la polizia.

L’accusa a Tony le costa una condanna a tre anni di libertà vigilata, 500 ore di servizio comunitario, una multa statale di 100 mila dollari e la squalifica a vita dalla federazione di pattinaggio americana. La carriera professionistica di Tonya finisce così nel peggiore dei modi con una condanna diventata un marchio nella sua vita.

Tonya Harding e l’aggressione a Nancy Kerrigan: diventato un caso in America

L’aggressione subita da Nancy Kerrigan diventa una caso in America. Basti pensare che nel 2007 anche Barack Obama durante la sua campagna di presenza utilizza la frase “fare un Tonya Harding” che significava “segare le gambe all’avversario”. Tonya Harding in quell’occasione non apprezzò minimamente le parole del futuro Presidente degli Stati Uniti d’America parlando di una battuta fuori luogo e mettendo anche in dubbio le qualità di Barack come politico. Non solo, la Harding concluse dicendo: “tutta la pubblicità è comunque buona pubblicità”.

Sta di fatto che quell’incidente ha segnato la vita della Harding che, dopo il ritiro dal mondo del pattinaggio, ha cercato di ricostruirsi una vita dedicandosi prima alla boxe. Successivamente comprendendo che non fosse la strada giusta da seguire, la Harding si è rimboccata le maniche facendo diversi mestieri: da saldatrice ad imbianchina fino ad addetta alle vendite specializzandosi in ferramenta.

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