Nas sequestrano 800 dosi vaccino Moderna/ Guasto frigo ospedale Forlì: errore umano?

- Alessandro Nidi

Avviate le indagini per ricostruire la dinamica che ha provocato il danno. Tiziano Carradori, dg di Ausl Romagna: “Chi ha sbagliato pagherà per questo”

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Vaccino anti-Covid di Moderna (LaPresse)

Una notizia di cronaca giunge direttamente da Forlì, dove i carabinieri del Nas di Bologna hanno provveduto al sequestro del frigorifero-congelatore dell’ospedale “Morgagni Pierantoni”, al cui interno erano conservati i vaccini Moderna, parzialmente resi non utilizzabili da un guasto notturno (800 dosi). Restano da capire le cause del problema al macchinario, che ha provocato un danno non di poco conto, in questo difficile periodo pandemico, con l’Italia tornata quasi per intero in zona arancione dopo i nuovi dati del monitoraggio effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità e rivelati nella giornata di ieri, venerdì 15 gennaio 2021. Come riferisce “La Repubblica”, ora la Procura di Forlì ha aperto “un fascicolo sulla vicenda delle 800 dosi di vaccino anti-Covid di Moderna andate deteriorate all’ospedale Morgagni-Pierantoni per il malfunzionamento di un frigo-congelatore ,dove se ne trovavano 1500 in totale”. In particolare, la dottoressa Federica Messina è il sostituto procuratore che sta sovrintendendo alle indagini, affidate ai carabinieri del comando di Forlì e ai Nas.

NAS SEQUESTRANO 800 DOSI DI VACCINO MODERNA A FORLÌ: ERRORE UMANO?

Sempre secondo quanto riferisce “La Repubblica”, l’azienda sanitaria tra le prime ipotesi formulate annovera “un errore umano, che potrebbe aver impedito la messa in sicurezza immediata delle fiale dopo il verificarsi del guasto al congelatore. Infatti, nonostante l’apparecchiatura fosse stata completamente revisionata nei giorni scorsi, “verso le 22.30 di ieri si è guastata”. L’allarme, tuttavia, non è stato rilevato dall’operatore addetto e “quando il problema è stato evidenziato, di prima mattina, sono immediatamente partite le procedure per utilizzare, in sicurezza, le dosi vaccinali. Entro, cioè, le 12 ore nelle quali deve essere utilizzato il siero dopo lo scongelamento”. Questa operazione, spiegano dall’azienda sanitaria locale, “ha consentito di somministrare correttamente, ai destinatari previsti in questa prima fase della vaccinazione, 700 vaccini su 1.500, entro i parametri di sicurezza previsti”. Tiziano Carradori, direttore generale di Ausl Romagna, commenta così la questione: “È del tutto evidente che siamo di fronte a un fatto grave. Stiamo conducendo una rigorosa indagine interna per capire l’esatta dinamica degli avvenimenti e per evidenziare le responsabilità. Tutto questo avrà conseguenze, come è ovvio che sia. Le responsabilità per quanto accaduto saranno adeguatamente accertate e sanzionate”.



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