‘ndrangheta al Comune di Cutro: 3 arresti/ Medico, imprenditore e presidente di banca

- Davide Giancristofaro Alberti

‘ndrangheta al Comune di Cutro: 3 arresti. Le forze dell’ordine hanno fermato tre personaggi ritenuti vicini alle cosche mafiosi calabresi

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Carabinieri (LaPresse)

Tre persone sono state arrestate nelle scorse ore presso il comune di Cutro (provincia di Crotone, Calabria), ritenute vicine alle cosche locali della ‘ndrangheta. Come riferisce TgCom24.it, la guardia di finanza ha fermato Ottavio Rizzuto, Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di Credito cooperativo del Crotonese, Alfonso Sestito, medico cardiologo presso il Policlinico Gemelli di Roma, e l’imprenditore Rosario Le Rose. Le misure cautelari sono state eseguite al termine di una indagine portata avanti dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, denominata Thomas, riguardante l’infiltrazione della cosca Grande Aracri presso il comune suddetto. Le accuse nei confronti dei tre arresti sono, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso e di estorsione, abuso d’ufficio, traffico di influenze illecite, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, reati questi ultimi tutti aggravati dalle modalità mafiose.

‘NDRANGHETA AL COMUNE DI CUTRO: “INFLUENZA DELLA GRANDE ARACRI SUL TERRITORIO”

“Le indagini consentono di asserire – quanto si legge su una nota della Dda di Catanzaro pubblicata da TgCom24.it – come negli anni la cosca di ‘ndrangheta capeggiata da Nicola Grande Aracri (attualmente in carcere a Opera in regime di 41 bis e verso il quale è stata emessa un’informazione di garanzia) abbia esercitato la sua influenza sul Comune di Cutro gestendo di fatto numerosissimi appalti e traendone diretto e cospicuo giovamento economico. Figura centrale di questa metastasi criminale era Ottavio Rizzato”. In contemporanea la guardia di finanza ha effettuato alcune perquisizioni presso la sede legale della banca di credito cooperativo del Crotonese, nonché nelle filiali di Cutro e di Isola di Capo Rizzuto. Da quanto emerso, Rizzuto avrebbe favorito le cosche locali della ‘ndrangheta “in ragione – scrive TgCom24.it – delle funzioni ricoperte nel tempo, con particolare riferimento all’imprenditore Rosario Le Rose”. Quest’ultimo avrebbe operato di fatto in regime di monopolio dal 2007 al 2015 essendo affidatario di tutte le commesse del Comune di Cutro attraverso la sua attività commerciale Idro Impianti srl.



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