Negoziati di pace Russia-Ucraina/ Zelensky: “soldati Azovstal, trattative complicate”

- Niccolò Magnani

Come vanno i negoziati di pace tra Russia e Ucraina, gli scenari: Putin alla Finlandia “trattative sospese, Kiev non è interessata a dialogo costruttivo”. Scontro su soldati Azovstal

sondaggi politici
Guerra Ucraina, assedio all'acciaieria Azovstal di Mariupol (LaPresse, 2022)

UCRAINA A RUSSIA: “NEGOZIATI COMPLICATI SU AZOVSTAL”

Per la Russia i soldati ancora rinchiusi nell’acciaieria di Mariupol non possono rientrare nei negoziati, per l’Ucraina invece il tentativo viene e sarà fatto: «Proseguono i negoziati molto complicati e delicati per salvare la nostra gente di Mariúpol, dall’acciaieria Azovstal», spiega nel messaggio notturno da Kiev il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Le forze armate della Russia, spiega ancora il leader del Governo ucraino, «non si fermeranno fino a quando non avranno recuperato il Donbass e le truppe russe non avranno cessato la loro offensiva nel paese». Con un nuovo richiamo all’Occidente – «la priorità ora è l’embargo petrolifero alla Russia» – Zelensky ribadisce la necessità di impostare negoziati di pace stabili con il Cremlino, sebbene alle condizioni già ribadite ieri, «ma gli occupanti ancora non vogliono ammettere di essere in un vicolo cieco». Intanto dalla Russia arrivano parole molto dure contro il fallimento della diplomazia internazionale in merito al caso Finlandia-Svezia nella Nato: «l’annessione della Svezia e della Finlandia alla Nato è un errore con conseguenze di vasta portata», spiega alle agenzie russe il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, aggiungendo «La Nato non deve farsi illusioni sul fatto che la Russia possa sopportare l’adesione di Svezia e Finlandia all’Alleanza».

RUSSIA, UNA ULTERIORE CONDIZIONE PER I NEGOZIATI DI PACE

L’annuncio di Svezia e Finlandia di domanda ufficiale per aderire alla Nato rende ancora più complessi ovviamente i rapporti tra Occidente e Russia, anche se da fonti Usa dovrebbe comunque rimanere aperto il dialogo con il Cremlino, «qualora Mosca cambiasse atteggiamento nei prossimi mesi» (fonti Nato a Bloomberg).

Nel frattempo, dalla Russia arriva un ulteriore condizione per i negoziati di pace lanciata da Vladimir Medinsky, capo della delegazione russa ai colloqui con Kiev: «I miliziani del battaglione Azov non possono essere oggetto di negoziati politici». Quei soldati, sottolinea ancora il rappresentante di Putin, «sono dei criminali di guerra». Per il segretario della Nato Jens Stoltenberg la guerra per l’Ucraina può addirittura essere vinta: «La guerra della Russia in Ucraina non sta andando come aveva previsto Mosca. Non sono riusciti a prendere Kiev. Si stanno ritirando da Kharkiv e la loro grande offensiva nel Donbass si è fermata».

NEGOZIATI DI PACE, LO SCONTRO SU FINLANDIA-SVEZIA

Parlare di negoziati di pace è sempre meglio che il silenzio assordante dei primi quasi 3 mesi di guerra: purtroppo non basta al momento per far terminare le ostilità in Ucraina, ma resta comunque un lume molto flebile di speranza che nelle prossime settimane possa essere veramente convocato un tavolo di trattative.

La svolta è stata data dal colloquio di venerdì, a sorpresa, tra il Segretario della Difesa Usa e il Ministro della Difesa russo in video conferenza: la tensione è infatti giunta alle stelle tra Occidente e Cremlino dopo l’annuncio di Finlandia e Svezia dell’imminente adesione alla Nato. «Il nostro presidente ha chiamato Vladimir Putin per informarlo che la Finlandia che andrà avanti con il processo di adesione alla Nato e sullo stato attuale delle cose. E da ciò che ho appreso la Russia ha preso nota di questo annuncio», ha spiegato  il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, arrivato ieri alla due giorni di vertice informale a Berlino della Nato. «Abbiamo 1.300 chilometri di confine con la Russia ed è un confine pacifico e vogliamo che resti tale. E’ molto importante comunicare, è nostro vicino, non chiediamo alcun permesso per i nostri passi politici, le comunichiamo», ha spiegato il delegato della Premier Sanna Marin e del Presidente Sauli Niinistö. Sulla stessa linea anche la Svezia, con la replica del Presidente russo che ovviamente non gradisce l’alleanza Nato-Finlandia-Svezia: «Abbandonare la tradizionale politica di neutralità militare sarebbe un errore perché non ci sono minacce alla sicurezza della Finlandia», ha detto in un discorso diffuso ieri dalla tv russa, «Un tale cambiamento della politica estera del Paese potrebbe avere un impatto negativo sulle relazioni russo-finlandesi, che si sono sviluppate per molti anni nello spirito del buon vicinato e della cooperazione tra partner e sono state reciprocamente vantaggiose».

COLLOQUIO USA-RUSSIA, LA PROPOSTA DI NEGOZIATI

La Russia accusa l’Occidente di star costituendo una “guerra ibrida totale” (lo ha detto il Ministro Lavrov alle agenzie russe, ndr) e soprattutto sottolinea come in realtà sia l’Ucraina, e con essa la Nato, a non voler continuare i negoziati di pace per la tregua.

«I negoziati con l’Ucraina sono effettivamente sospesi perché Kiev non è interessata a un dialogo serio e costruttivo», ha detto Putin in videoconferenza con l’omologo finlandese Niinisto. L’annuncio formale della domanda di adesione alla Nato fatta dalla Finlandia questa mattina è una conferma di come il dialogo tra Cremlino e Helsinki è ormai alla stessa stregua di quello tra Occidente e Mosca. Nel buio di questa situazione, con la guerra che continua e con l’Ucraina che ottiene via libera dal Segretario di Stato Usa Blinken per nuovi aiuti e armi verso Kiev, la telefonata avvenuta lo scorso 13 maggio tra il capo del Pentagono Lloyd Austin e il Ministro della Difesa Sergey Shoigu ha riacceso un dialogo che mancava ormai da fine febbraio, con l’inizio della guerra in Ucraina. Al netto della volontà riespressa dal Ministro degli Esteri ucraino Kuleba qualche ora più tardi – «Le condizioni per negoziare le decide il campo di battaglia. Non abbiamo altra opzione che vincere questa guerra, costi quel che costi» – la proposta della Difesa americana è quella di un cessate il fuoco immediato e la discussione sui referendum nei territori conquistati dalla Russia in quasi 3 mesi di guerra. «Non è emersa alcuna soluzione ad alcun problema grave», fa sapere il Pentagono ma il successo è già aver ristabilito un canale di contatto, utile per portare avanti le istanze per negoziati nelle prossime settimane.







© RIPRODUZIONE RISERVATA