TERZA GUERRA MONDIALE, ULTIME NOTIZIE/ Putin vs Occidente: “Russia reagirà alla Nato”

- Niccolò Magnani

La terza guerra mondiale in Ucraina, le ultime notizie e gli scenari dopo 81 giorni di conflitto. Zelensky “Putin pronto all’attacco nel Donbass”, scontro Russia-Occidente sulla Nato

Putin e zelensky
Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, i Presidenti di Russia e Ucraina in guerra (LaPresse, 2022)

PUTIN MINACCIA L’OCCIDENTE: LA “GUERRA MONDIALE” CONTINUA

«La Russia non ha alcun problema con la Finlandia e con la Svezia, ma Mosca dovrà dare una risposta al loro ingresso nella Nato»: è netto il Presidente russo Vladimir Putin nel lanciare una nuova minaccia all’Occidente, contestato proprio per dare l’avvallo ad una operazione diplomatica e geopolitica di importanza notevole.

In quella che sembra sempre più una “terza guerra mondiale” in atto, il Presidente del Cremlino – intervenuto al vertice del Csto (Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva) – sottolinea come la Russia «reagirà all’espansione delle infrastrutture militari della Nato alla Svezia e alla Finlandia. Serve prestare maggiore attenzione ai piani della Nato di aumentare la sua influenza globale». Nel corso dell’invasione all’Ucraina (chiamata sempre “operazione speciale” dal Cremlino), Putin infine denuncia come «sono state ottenute prove documentate che testimoniano il fatto che venivano creati vicino ai nostri confini dei laboratori di armi biologiche». Sempre dalla Russia invece giunge l’annuncio dell’accordo trovato tra Kiev e Mosca per l’evacuazione dei feriti ucraini dall’acciaieria Azostal di Mariupol: «tregua trovata con Kiev per le evacuazioni dei feriti ucraini in Azovstal», dichiara in una nota il Ministero della Difesa russo.

GUERRA UCRAINA, ZELENSKY: “PRONTO NUOVO ATTACCO NEL DONBASS”

«Putin prepara un nuovo assalto nel Donbass: siamo pronti, non vogliono ammettere di essere in un vicolo cieco»: parla così il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, temendo un nuovo attacco delle forze russe dopo 81 giorni di quella che per molti è già “la terza guerra mondiale”.

Mentre la diplomazia mondiale si scontra sul fronte Nato (vedi focus qui sotto, ndr), sul campo di battaglia gli scontri si sono attenuati nelle ultime ore ma potrebbero per l’appunto essere prodromo ad un assalto ancora più brutale nei prossimi giorni. Attorno a Kharkiv i russi non stanno più sparando e nemmeno sull’acciaieria Azovstal di Mariupol si segnalano scontri accesi come la scorsa settimana. Per il Presidente Zelensky, «Stiamo proseguendo trattative molto difficili e delicate per salvare la nostra gente da Mariupol, da Azovstal. Ci occupiamo quotidianamente di questo. E la cosa principale è che gli accordi siano rispettati». Giusto ieri il Cremlino aveva però chiarito che un possibile ritorno a negoziati di pace può avvenire senza però che sul tavolo delle trattative vi sia il tema dell’Azovstal: «quelli sono criminali di guerra». Fonti russe sostengono invece che i combattenti dell’acciaieria Azovstal di Mariupol sarebbero «usciti dall’impianto con la bandiera bianca della resa», ma si tratta di una notizia falsa, secondo il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko.

OCCIDENTE VS RUSSIA, LA TERZA GUERRA MONDIALE: CAOS NATO

Esplosioni in mattinata si sono udite a Mykolaiv, mentre nella serata di domenica l’Ucraina ha fatto saltare alcuni ponti ferroviari tra Rubizhne e Sievierodonetsk nella regione di Lugansk, catturate in precedenza dai russi. Ad oggi, spiega all’ANSA il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Serhii Gaidai, «Kiev controlla adesso il 10% del territorio della regione». La “terza guerra mondiale” nell’Est dell’Europa si sta comunque concentrando tra Lugansk e Donetsk, in quel Donbass insomma conteso e ormai fulcro dell’intero conflitto Russia-Ucraina.

Il livello dello scontro però fuori dai confini ucraini è intanto sempre più teso per la decisione ufficiale di Svezia e Finlandia di presentare domanda di adesione alla Nato: dopo le dure parole del Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, a parlare stamattina è il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, il quale sottolinea “l’enorme errore” dell’Occidente nel sostenere tali operazioni di Helsinki e Stoccolma. «L’ammissione della Svezia e della Finlandia alla Nato è un errore con conseguenze di vasta portata», spiega il vice Lavrov, aggiungendo «La Nato non deve farsi illusioni sul fatto che la Russia possa sopportare l’adesione di Svezia e Finlandia all’Alleanza». Per il Cremlino, il modo in cui la Russia garantirà la sicurezza dei propri confini «dipenderà dalle conseguenze pratiche della prevista ammissione della Finlandia e della Svezia alla Nato». Allo stesso tempo, la Russia risponde a distanza agli Stati Uniti e spiega di non avere preclusioni per possibili nuovi colloqui, anche se chiarisce «La Russia e gli Stati Uniti non stanno prendendo accordi per colloqui tra i leader dei rispettivi Paesi, Vladimir Putin e Joe Biden, o tra i loro capi della diplomazia Sergei Lavrov e Anthony Blinken».







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