NICO FIDENCO/ Dai tormentoni estivi alla moglie Anna Maria: “Fui scortese con lei…”

- Elisa Porcelluzzi

Nico Fidenco, cantautore e compositore, ha raggiunto il successo con il celebre brano “Legata a un granello di sabbia”. Il primo Sanremo nel 1967 in coppia con Cher.

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FESTIVAL DI SANREMO 1967, NICO FIDENCO, ANNI 60, ITALIA, B/N, 727823-427, SR1967 No Model Release -, 03-00019328 LaPresse/Publifoto

Nico Fidenco è intervenuto ai microfoni della trasmissione di Rai Uno “Oggi è un altro giorno”, condotta da Serena Bortone. Il cantante, dopo i doverosi convenevoli, ha confessato: “Mi lascia sbalordito Tale e Quale Show, dove sento dei non cantanti che cantano meglio dei cantanti originali. Quindi spero sempre che non mi imitino, altrimenti farei una figuraccia”. In passato, Fidenco visse ad Asmara, in Eritrea, all’epoca colonia italiana e poi tornò a Roma. Crescendo conobbe Domenico Modugno e Migliacci: “Eravamo una bella comitiva, ci eravamo incontrati per caso”.

Mogol, invece, aveva “un talento straordinario: si metteva sotto il tavolo mentre pranzavamo e in 25 secondi scriveva il testo di un brano”. Fidenco è stato di fatto l’inventore dei tormentoni estivi e, a proposito di “Mille” di Orietta Berti, Fedez, Achille Lauro, ha dichiarato di apprezzare molto il singolo. In studio è quindi entrata Anna Maria Surdo, moglie di Nico Fidenco, che ha raccontato: “Il nostro primo incontro è stato a margine di un’esibizione, nella quale lui si rifiutò di ricantare un suo brano. Poi però iniziammo a conoscerci. Lui mi piaceva per la sua voce e la sua dolcezza”. L’artista, dal canto suo, ha invece detto che in quella circostanza fu scortese con quella che sarebbe diventata la sua futura consorte. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

Nico Fidenco: il successo di “Legata a un granello di sabbia”

Nico Fidenco, al secolo Domenico Colarossi, è nato a Roma il 24 gennaio 1933. Dopo aver frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia, ha iniziato a collaborare con la Rca come pianista e a comporre canzoni. Nel 1960 il suo provino di “What a sky”, di Giovanni Fusco, viene scelto dal regista Francesco Maselli per il suo film “I delfini”. Colarossi viene invitato a trovarsi un nome d’arte: “Nico mi chiamavano da sempre in famiglia, il diminutivo di Domenico, Fidenco fu scelto fra una terna di cognomi, tutti terminavano in “enco”, dalla Rca”, ha raccontato in diverse occasioni. Nel 1961 uscì “Legata a un granello di sabbia”, forse il suo più grande successo: “La inviammo all’inizio del 1961, affinché fosse inserita tra le canzoni del Festival… In poche parole, fu scartata dalla giuria che la bocciò impietosamente. Quando invece la lanciammo verso giugno dello stesso anno, partì spedita verso il successo”, ha ricordato l’artista qualche anno fa a Claudio Scarpa. “Legata a un granello di sabbia” è stato il primo 45 giri a superare in Italia il milione di copie vendute.

Successivamente Nico Fidenco ha inciso altri brani in inglese ed in italiano tratti da colonne sonore di grandi film di successo come: “Just that same old line” dal film “La ragazza con la valigia” con Claudia Cardinale, “Il mondo di Suzie Wong” dal film omonimo con William Holden, “Exodus” dal film omonimo con Paul Newman, Moon River” dal film “Colazione da Tiffany” con Audrey Hepburn, “L’uomo che non sapeva amare” dal film omonimo con George Peppard e “Una donna nel mondo” dal film “La donna nel mondo”. Nel 1967 ha debuttato al Festival di Sanremo, nella sfortunata edizione passata alla storia per la morte di Luigi Tenco. Fidenco, in coppia con Cher, presentò il brano firmato “Ma piano (per non svegliarti)” di Gianni Meccia: “Cher però arrivò a Sanremo il giorno prima della gara, non conoscendo la canzone e l’italiano, fu costretta a imparare le parole foneticamente senza comprenderne il significato, aiutata dal marito Sonny Bono… non fece una brillante esecuzione e così fummo eliminati dalla finale”, ha ricordato Fidenco intervistato da Massimo Emanuelli.

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