Nigeria, rapito vescovo Chikwe nel Sud-Est/ Nuova minaccia degli islamisti

- Niccolò Magnani

Ancora attacco ai cristiani in Nigeria: rapito il vescovo Chikwe nel Sud-Est del Paese, non si hanno notizie dei rapitori. La minaccia islamista e i precedenti

Vescovo nigeriano rapito
Nigeria, il vescovo Chikwe rapito nel Sud-Est del Paese (Twitter Acs, 2020)

Nella notte tra domenica e lunedì una milizia armata nel sud-est della Nigeria ha rapito Mons. Moses Chikwe, Vescovo ausiliario di Owerri (Stato di Imo): a darne notizia è l’Agenzia Fifes e la Fondazione Pontificia “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, poi ripresi dai media nazionali e internazionali. Stando a quanto raccolto finora da Fides, il Vescovo cattolico è stato rapito nella notte di domenica 27 dicembre insieme al suo autista, il cui nome non è stato reso noto. L’auto del Vescovo è stata poi ritrovata nei pressi della Cattedrale dell’Assunta, a Owerri, in quel sud-est del Paese già teatro nei mesi scorsi di numerosi attacchi e sequestri contro sacerdoti e vescovi di religione cattolica.

La conferma del rapimento di Chikwe è stata confermata poco fa all’Arcivescovo della sua stessa Diocesi, Sua Ecc. Mons. Victor Obinna: assieme al segretario generale della Conferenza nigeriana p. Zacharia Nyantiso Samjumi è stata emanata la seguente dichiarazione «Fino a questo momento non ci sono state comunicazioni da parte dei rapitori. Confidando nell’assistenza materna della Beata Vergine Maria, preghiamo per la sua sicurezza e il suo rapido rilascio».

NIGERIA CATTOLICA SOTTO MINACCIA DEGLI ISLAMISTI

Agenzia Fides spiega come al momento la polizia locale abbia attivato due squadre speciali per ritrovare  Mons. Chikwe e arrestare i suoi rapitori: solo una settimana fa, il 15 dicembre, sempre nel sud-est della Nigeria veniva rapito un altro sacerdote cattolico, p. Valentine Oluchukwu Ezeagu, mentre stava andando ai funerali del padre. Il parroco è stato per fortuna liberato il giorno dopo, resta però la costante e continua minaccia che l’islamismo delle bande nigeriane riversa sulla minoranza cattolica e cristiana di quell’area della Nigeria. A tutto questo, si aggiunge poi la decennale azione terroristica di Boko Haram che solo alla vigilia di Natale a Pemi (villaggio nel Borno) compiva la strage jihadista con 7 vittime e diversi feriti, case incendiate e saccheggiate. L’azione contro la festività del Natale e manifestando una volta di più l’odio per “gli infedeli” cattolici della Nigeria: «Santo Stefano – dichiara il sacerdote nigeriano Don Joseph Bature Fidelis a AgenSir – è un modello di vita cristiana, un esempio di come rispondere al male con il bene, con la giustizia e la verità, professando la propria fede in Cristo Gesù. Il suo esempio ci incoraggia a fare lo stesso e noi chiediamo la sua intercessione perché nessuno rinneghi la fede in Cristo Gesù».



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