No grazie, Junior Cally/ Testo: significato canzone e analisi (Sanremo 2020)

- Paolo Vites

No grazie, analisi del testo della canzone di Junior Cally e significato. Un brano in cui il rapper delle polemiche prende in giro Matteo Renzi e Salvini

junior cally Van De Sfroos
Junior Cally

Signori e signore, lo scandalo del festival, lo spauracchio di ogni brava famiglia, colui che insulta le donne e invita a stuprarle, ecco a voi… Antonio Signore! Eh? Ma chi è? Uffa è vero oggi se non hai un nome d’arte non sei un vero rapper. Lui è in realtà è Junior Cally, quello che dovevano cacciare da Sanremo perché tre anni fa fece una canzone piena di insulti e volgarità contro le donne (anche se in realtà voleva attaccare proprio chi usa violenza alle donne). Ma che ci va a fare al festival nazional popolare che piace, come abbiamo scritto noi scherzando, alla casalinga di Voghera? Comunque ha chiesto scusa se qualcuno si è offeso lui non è per la violenza sulle donne, e Amadeus si è detto soddisfatto. Ecco dunque il brano come presenterà al festival, No grazie, che non è un rap ma più un brano rock, e che è stato definito il più politicamente schierato, anzi l’unico pezzo politico. Ma davvero? Spero si capisca che odio il razzista/ Che pensa al Paese ma è meglio il mojito/ E pure il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito/ Si chiedono “questo da dov’è uscito?”/ Dal terzo millennio col terzo dito.

No grazie, Junior Cally: testo e analisi. Critiche a Renzi e Salvini

Ecco le frasi più politicamente scorrette: è chiaro che “il razzista” che pensa al mojito è Matteo Salvini (ma un po’ più di fantasia non è riuscito ad averla? Dare del razzista al leader della Lega è come sparare sulla Croce Rossa…) mentre il “liberista di centro sinistra” ovviamente è l’altro Matteo, Renzi, quello “che perde partite e rifonda il partito”. Non è che Junior è un po’ in ritardo con una canzone che cita cose vecchie di almeno un anno e che oggi non fanno più effetto, tanto sono scontate? Poi, non si sa che centrano, attacca anche i suoi colleghi rapper, che fanno i cattivi e poi diventano buoni (un po’ come lui insomma). Giuro la smetto con sta storia del rap/ Voglio scrivere canzoni d’amore per la mia ex/ Trovarmi un lavoro serio e diventare yes man/ Insultare tutti sì ma solamente sul web. Più riuscita quest’ultima strofa, dove si prende un po’ in giro, quelli che reputandosi artisti non fanno un cavolo tutto il giorno: Non ho i superpoteri/ Ma tra tutti riconosco/ Chi fa la voce grossa/ Sempre e solo di nascosto/ Dovrei puntare il dito contro/ E fare il populista/ Non fare niente tutto il giorno/ E proclamarmi artista. Ah dimenticavamo il ritornello, un netto rifiuto ovviamente come ogni ribelle che si rispetti: No no/ No no/ No – no grazie/ No no/ No no/ No – no grazie.



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