I NUMERI/ Quel lavoro che cresce senza bisogno del “posto fisso”

- Daniel Zanda

Continua ad aumentare il numero di lavoratori somministrati. Così come crescono le tutele e le politiche di secondo welfare a loro riservate. Il commento di DANIEL ZANDA

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Nel terzo trimestre 2016 il numero di lavoratori somministrati (interinali) iscritti negli archivi Inail aumenta dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2015. La variazione maggiore, rispetto al terzo trimestre 2015, si registra nel settore dell’Istruzione (+18,5%), dei trasporti, che comprende l’attività trasporto merci, facchinaggio e magazzino (+15,6%,), e del commercio e riparazione di autoveicoli (+14,6%). Una contrazione, sempre su base annua, nell’utilizzo di lavoratori in somministrazione si registra invece nei settori della Pubblica amministrazione (-15%), dell’industria dei mezzi di trasporto (-12,4%) e dell’industria del legno (-10,6%). In aumento, in misura sensibilmente superiore al totale, il numero dei lavoratori assicurati all’Inail per la prima volta tramite lavoro somministrato: sono oltre 17 mila nel terzo trimestre 2016, con un incremento del 12% su base annua. Sul totale dei somministrati occupati, la quota dei neoassunti è pari al 4,7% nel terzo trimestre 2016 contro il 4,3% del terzo trimestre 2015.

Oltre ai numeri è importante esplorare la composizione del lavoro in somministrazione. Circa 40.000 contratti di lavoro in somministrazione sono a tempo indeterminato. La somministrazione quindi non è solo sinonimo temporaneità, ma anche di stabilità all’interno del mercato del lavoro (e non più nel posto di lavoro). Infatti, attraverso questa particolare forma contrattuale, il lavoratore rimane in carico dell’agenzia che lo ha assunto, anche dopo il termine della cosiddetta missione lavorativa presso l’impresa utilizzatrice.

Un altro elemento di cambiamento è dato dalla composizione del mercato delle Agenzie di somministrazione. Attualmente le prime quattro detengono più del 50% del mercato. Questo fenomeno di concentrazione è legato anche a elementi di stabilità e sostenibilità delle agenzie: ricordiamo che le Apl in qualità di datori di lavoro anticipano mensilmente le retribuzioni ai lavoratori in missione presso gli utilizzatori, questo comporta un’esposizione finanziaria non indifferente. Assistiamo altresì al consolidamento di agenzie per il lavoro settoriali, di nicchia. Ovvero specializzate alla fornitura di particolare figure professionali, molto legate al territorio di appartenenza e alla sua vocazione produttiva. Nelle grandi città troviamo esperienze di agenzie orientate all’assistenza alla persona, nella bassa Lombardia a confine con l’Emilia troviamo un orientamento alla professionalizzazione dei macellai, mentre in prossimità delle attività portuali assistiamo alla specializzazione nella cantieristica navale, ecc.

Questo fenomeno, se non una profezia, è sicuramente un auspicio e andrà quindi consolidandosi. Poche grosse agenzie che operano su tutto il mercato del lavoro, come agenzie di somministrazione e quindi fornitori di manodopera per le imprese utilizzatrici e datori di lavoro per i lavoratori, ma anche come operatori del mercato del lavoro, ovvero come erogatori delle politiche attive; insieme a diverse agenzie medio piccole che rispondono a una specializzazione professionale legata alla vocazione storica di un contesto produttivo.

In tutto questo scenario di sviluppo del sistema della somministrazione anche le tutele per i lavoratori, attraverso un grande ruolo delle organizzazioni sindacali di rappresentanza del mondo atipico, hanno avuto un grande incremento. In tal senso riveste un ruolo centrale il sistema della bilateralità: prestazioni aggiuntive in favore dei lavoratori in somministrazione, legate a risorse contrattuali private delle agenzie, senza nessun contributo aggiuntivo richiesto ai lavoratori. Alle prestazioni di sostegno al reddito, tutela sanitaria e odontoiatrica, agevolazioni per la maternità e asilo nido, assistenza per l’accesso al credito e infortunio, nel 2017 i lavoratori in somministrazione potranno richiedere il rimborso degli abbonamenti per il trasporto pubblico extraurbano, incentivi per le spese scolastiche, sostegni per la non autosufficienza e altre misure di carattere sociale. 

Le organizzazioni sindacali hanno quindi puntato a costruire un secondo welfare, di natura contrattuale, al fine di coprire in modo più adeguato e decisivo molti dei bisogni sociali espressi dai lavoratori. Oltre alle prestazioni di carattere economico, verrà rafforzata anche la formazione continua e l’accesso alle politiche attive, al fine di sostenere l’occupabilità del lavoratore nelle diverse fasi di impegno nel mercato del lavoro.

Legare tutele di indennizzo economico a politiche attive del lavoro è la scommessa per una nuova forma di rappresentanza sindacale, moderna e adeguata ai bisogni dei lavoratori del XXI secolo. 

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