Olimpiadi 2032, Nardella: “Candidare Firenze e Bologna”/ M5s: “Rischio speculazione”

Olimpiadi 2032 a Firenze e Bologna? Il sindaco Nardella ci prova, Bonaccini: “Per noi nessun traguardo è impossibile”. Ma il M5s…

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Dario Nardella con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Olimpiadi 2032 a Firenze e Bologna, l’Italia sogna in grande dopo l’edizione 2026 assegnata a Milano-Cortina. A lanciare la proposta è stato il sindaco fiorentino Dario Nardella, che ha trovato l’appoggio della componente emiliana direttamente per bocca suo governatore. Il primo cittadino dem ha spiegato ai microfoni de Il Resto del Carlino che insieme è possibile «essere il terzo grande polo italiano che si frappone tra la capitale economica Milano e la capitale politica Roma». Una pazza idea che, come dicevamo, ha entusiasmato il presidente di Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: «Per noi nessun traguardo è impossibile». Ma non solo: Nardella ha spiegato di aver già iniziato a parlarne con Giovanni Malagò, numero uno del Coni.

OLIMPIADI 2032 FIRENZE-BOLOGNA, M5S: “RISCHIO SPECULAZIONE”

Tra i costi esorbitanti e la necessità di dotarsi di impianti per ospitare le gare, Firenze e Bologna sembrano pronte a iniziare la corsa all’assegnazione delle Olimpiadi 2032, ipotesi vista di buon occhio da Luca Cordero di Montezemolo: «Sicuramente è stuzzicante il concetto di Smart city che immagino stia al centro del progetto dei sindaci Nardella e Merola. Con i treni veloci, Bologna e Firenze si avviano verso una integrazione rapida, possono proporsi come una sorta di metropoli post moderna», le sue parole a Quotidiano.net. Riflettori accesi sul M5s dopo il no alle Olimpiadi 2024 a Roma: se i grillini fiorentini non hanno chiuso del tutto la porta all’idea di ospitare i Giochi in programma tra tredici anni, diversa è stata la reazione dei pentastellati bolognesi. Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale, ha affermato ai microfoni di Bologna Today: «Dopo l’esperienza dei Mondiali che ci ha lasciato opere abbandonate (vedi parcheggio del Giuriolo), ho l’impressione che queste cose siano una manna per gli speculatori più che occasioni per la città».



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