Omicidio Luca Sacchi/ Anastasiya, tutti i dubbi: “sue, mezze verità” (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Omicidio di Luca Sacchi, il caso a Quarto Grado: qual è il ruolo di Anastasiya? I dubbi degli inquirenti e del padre della vittima

omicidio Luca Sacchi
Luca Sacchi e la fidanzata Anastasia (Quarto Grado)

L’omicidio di Luca Sacchi, il giovane 24enne di Roma freddato con un colpo di pistola il 23 ottobre scorso, sarà al centro della nuova puntata di oggi di Quarto Grado. Restano ancora troppi gli aspetti poco chiari dell’intera vicenda, a partire dal ruolo della fidanzata Anastasiya, la giovane babysitter ucraina di 25 anni, finita nel registro degli indagati, nonché l’unica tra tutte le persone coinvolte a non essersi avvalsa della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio che si è svolto nei giorni scorsi in Procura a Roma. La giovane in quell’occasione avrebbe dichiarato ai pm di non sapere che nel suo zaino vi fossero i famosi 70mila euro e di essere estranea – al pari di Luca – all’intera vicenda. Tuttavia, per gli inquirenti resta indagata per tentato acquisto di droga e ha l’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. Sempre nel corso dell’interrogatorio sarebbe emerso che la giovane avrebbe scaricato tutte le responsabilità su Giovanni Princi, amico di liceo di Sacchi e anche lui arrestato con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

OMICIDIO LUCA SACCHI: I DUBBI DEL PADRE SU ANASTASIYA

Anastasiya ha davvero raccontato la verità su quanto accaduto la sera del 23 ottobre, quando il fidanzato Luca Sacchi fu raggiunto da un colpo di pistola mentre erano all’esterno di un pub? Il dubbio, da ormai alcune settimane, è venuto anche alla famiglia della vittima, che fino a poco tempo fa continuava a considerare la 25enne come una figlia. Intervenuto nella giornata di ieri alla trasmissione Mattino Cinque, Alfonso Sacchi, padre di Luca, ha dichiarato: “Sono tutte mezze verità, come le ha dette fin dal primo giorno, anche adesso ne ha raccontata una – ha detto – che Luca non c’entra è la verità, ma a ciò che dice lei io non credo. Si attacca alla pulizia di Luca che è pulito, cerca la scia di Luca per tirarsi fuori. Non si inventassero cavolate, dicesse la verità e basta, tutte queste storie sono inaccettabili. Perché allungare il brodo? Dite la verità e basta”, ha tuonato l’uomo. Intanto proprio il papà di Luca, nei giorni successivi al delitto del figlio aveva denunciato la sparizione del suo bancomat. E’ questo l’elemento nuovo che emerge dall’informativa finale dei carabinieri e confermato anche dall’uomo alla trasmissione Chi l’ha visto. Le indagini sono in corso anche su questo aspetto ma non è escluso che la scomparsa del bancomat possa essere collegata alla vicenda della sua morte.

TUTTI I MISTERI ANCORA APERTI

Restano ancora molteplici gli elementi poco chiari dell’intera vicenda. Luca Sacchi e Anastasiya erano da soli quando sono arrivati i due pusher-killer, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, ma i loro intermediari, considerati attendibili, parlano di una terza persona, un altro ragazzo. Si tratta di Princi, considerata la mente dell’affare e poi dileguatosi? E’ possibile che i due fidanzati siano davvero stati mandati allo sbaraglio senza nemmeno rendersene conto? Secondo Corriere.it, inoltre, Anastasiya nei giorni scorsi al gip si sarebbe limitata solo a ripetere la versione della sua totale inconsapevolezza ma non avrebbe fornito spiegazioni alle bugie poi smascherate. Secondo il pm Nadia Plastina, “ha preferito tutelare i suoi legami criminali”. Che la 25enne abbia paura di rivelare il vero committente dell’affare? E tra le altre domande ancora aperte, ammesso sempre che Princi fosse la mente dell’affare, agiva per conto di qualcuno che aveva finanziato l’acquisto?

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